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Il ritorno dell'Ezetimibe, lo studio SANDS è stato pubblicato

Cardiologia

Lo studio SANDS rivaluta in qualche maniera il ruolo dell'ezetimibe. Si tratta di uno studio di popolazione su nativi americani ( indiani d'america) che notoriamente hanno una alta morbidità per patologie cardiovascolari e donne affette da diabete di Tipo II. In tutti i pazienti veniva misurato lo spessore dell'Intima carotidea ed i livelli di colesterolo LDL e HDL. I pazienti venivano assegnati in gruppo di trattamento aggressivo del colesterolo o trattamento standard e dopo circa 3 anni veniva loro misurato nuovamente lo spessore dell'intima carotidea. Il trattamento aggressivo su LDL ha comportato il raggiungimento di valori LDL <70 mg/dl. Nei pazienti in trattamento con target standard LDLc <100 mg/dl si è notato un lieve aumento dello spessore carotideo, nei pazienti con target di trattamento aggressivo LDLc <70 mg/dl si è osservato addirittura la regressione della placca aterosclerotica. Gli autori commentano che è più importante raggiungere il target di 70 mg di LDL e non il farmaco utilizzato per arrivarci. In sostanza il ruolo dell'ezetimibe sarebbe importante sopratutto nel trasformare pazienti non responder al trattamento con target aggressivi in pazienti responder anche con livelli più bassi di statina. Il follow up dello studio di 3 anni contro i 2 dello studio ENHANCE ha permesso di mettere in evidenza gli effetti benefici del trattamento aggressivo sulla placca che si sono ottenuti negli utimi mesi del follow up. Lo studio dunque riabilita in parte il ruolo dell'EZETIMIBE nel trattamento delle ipercolesterolemie nei pazienti ad alto e medio rischio cardiovascolare essendo un farmaco essenziale per raggiungere livelli molto bassi di colesterolo LDLc.

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