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Tumori epiteliali, con una diagnosi precoce si evita l'intervento

Si può intervenire con creme immunostimolanti, crioterapia e terapia fotodinamica
Dermatologia

Per affrontare il tumore della pelle non serve più un intervento chirurgico, basta una crema. E’ questa una delle novità venute fuori dal convegno  «Tumori cutanei e sole, prevenzione e trattamento» di Napoli. Appuntamento che ha visto la presidenza onoraria del professor Fabio Ayala e presieduto dai professori Giuseppe Monfrecola e Giuseppe Argenziano, delle Cliniche Dermatologiche rispettivamente dell'Università Federico II e Seconda Università di Napoli. «Quando si parla di tumore della pelle – spiega il professor Giuseppe Argenziano – tutti pensano subito al melanoma. Questi tumori epiteliali sono invece delle lesioni cutanee che insorgono comunemente in persone di carnagione chiara e di età avanzata e spesso sono la diretta conseguenza dell’esposizione cumulativa ai raggi ultravioletti. Grazie ai progressi fatto in questi anni, nelle forme più superficiali possiamo intervenire con creme immunostimolanti, crioterapia e terapia fotodinamica».

Il paradosso è dunque che la grande informazione sui rischi del melanoma sta in alcuni casi facendo passare in secondo piano la prevenzione di questi carcinomi. Eppure i tumori epiteliali rappresentano le neoplasie più frequenti nell’uomo. Il carcinoma basocellulare è la forma più comune, seguito dal carcinoma spinocellulare.

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Il professor Argenziano ricorda l’importanza di una diagnosi precoce. «Con una visita specialistica il dermatologo è in grado di formularla con grande accuratezza. In genere le forme superficiali appaiono come macchie e chiazze di colore rosso, sormontate da squame e croste. Le forme più avanzate appaiono invece come delle rilevatezze, i noduli, che spesso sono ulcerati in superficie. Con l’ausilio della dermoscopia, la diagnosi diventa ancora più accurata».

Uno degli aspetti emersi durante il convegno è quello della prevalenza del carcinoma basocellulare, che è il più frequente. Ma come fare a riconoscere un campanello d’allarme?

Lo spiega il professor Monfrecola: «Inizialmente si presenta come un piccolo rilievo roseo ma, crescendo assume l’aspetto di un nodulo che tende poi ad ulcerarsi e sanguinare. La diagnosi di sospetto è clinica e potrà essere confermata dall’esame istologico. E’ un tumore dotato di invasività locale e solo in rarissimi casi diffonde con metastasi: pertanto, il trattamento dermatologico è in grado di portare ad una guarigione completa. Benché questi tumori possono quindi colpire chiunque ma ci sono, tuttavia, individui maggiormente a rischio. Penso ad esempio alle persone di carnagione chiara, capelli biondo-rossicci, occhi chiari, efelidi. O ancora persone che per lavoro o per svago trascorrono molte ore al giorno all’aperto senza protezione e chi è costretto ad assumere farmaci immunosoppressivi».

La buona notizia è che Napoli, anche grazie al lavoro delle Cliniche Dermatologiche della Sun e della Federico II riescono ad esprimere grandi eccellenze e offrono ai cittadini dei chiari punti di riferimento. «Le nostre strutture – conclude il professor Ayala - sono in grado di fare diagnosi corretta. Dobbiamo puntare sempre più ad arrivare a diagnosi accurate».

Dermatologia
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