
E' un segnale da non sottovalutare soprattutto nei più giovani
La presenza di tre o più nei sull'iride indica un alto rischio di melanoma, in particolare se si manifestano in persone di età inferiore ai 40 anni. Costituiscono quindi un efficace fattore predittivo del rischio di ammalarsi di questo tumore, che va ad aggiungersi a quelli "tradizionali", quali occhi blu, capelli rossi, pelle chiara e un alto numero di nei sulla pelle. Lo studio caso-controllo, ovvero che valuta un gruppo con una determinata malattia rispetto a un altro gruppo di persone della stessa popolazione che non hanno quella condizione, ha coinvolto 1.117 australiani di origine europea. I risultati, pubblicati sul British Journal of Dermatology, hanno mostrato che le persone con tre o più lesioni pigmentate sull'iride avevano 1,45 volte più probabilità di sviluppare melanoma.
Inoltre i soggetti più giovani che presentavano questa caratteristica erano 1,8 volte più a rischio.
Fonte: British Journal of Dermatology
Approvata una Giornata nazionale per la prevenzione e nuove campagne informative. Il provvedimento torna ora alla Camera per il via libera definitivo
La proposta di una Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma è un passo avanti, ma secondo Paolo Ascierto la prevenzione deve diventare strutturale e continua.
La combinazione di competenze cliniche, strumenti digitali e rete territoriale emerge quindi come strategia essenziale per promuovere una diagnosi sempre più tempestiva, accurata e sostenibile del melanoma
Ascierto: “Risultato incoraggiante. Il prossimo passo sarà verificare l’efficacia in studi più ampi”
Al congresso Sidemast di Rimini i dermatologi chiedono un nuovo modello interpretativo del sintomo: il prurito va riconosciuto come malattia e possibile segnale di patologie sistemiche, da affrontare con diagnosi multidisciplinari e terapie di precis
Dall’intelligenza artificiale alle terapie avanzate fino alle sfide organizzative del Ssn. A Rimini il 99° congresso nazionale fa il punto su una disciplina in piena trasformazione
Nuove evidenze su Mff rivelano un ruolo chiave nella regolazione dei melanosomi e della melanina, con implicazioni per melanoma e patologie cutanee rare.
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