
La prevenzione è in ritardo: solo il 14% degli italiani ha effettuato un controllo dei nei nell'ultimo anno, anche se l'uso di schermi solari ad alta protezione è in aumento
Crescono i tumori della pelle, si abbassa l’età media delle diagnosi e le terapie diventano più efficaci. Ma a fronte di queste novità, la prevenzione resta debole, visto che solo una piccola parte degli italiani si sottopone a controlli dermatologici, anche se aumenta la consapevolezza sull’uso dei solari ad alta protezione. Questi i risultati dell’indagine[1] di IQVIA Italia - leader a livello mondiale in servizi di ricerca clinica e insight commerciali – secondo cui solo una piccola parte degli italiani si è sottoposta a controlli dermatologici nell’ultimo anno, lasciando ampi margini scoperti sul fronte della prevenzione.
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
Un team multidisciplinare di esperti, tra cui Ernesto Pasquini, ha eseguito un intervento chirurgico innovativo che ha permesso di rimuovere un tumore aggressivo a un bambino di dieci anni.
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