Scienziati australiani hanno scoperto una maniera di alterare il sistema immunitario abbastanza a lungo per prevenire il rigetto di tessuti nel trapianto di organi, un risultato che promette di ovviare alla necessità di ricorrere per il resto della vita a farmaci immunosoppressivi.
Gli immunologi dell'Istituto Garvan di ricerca medica in Sydney, il cui studio è pubblicato su Journal of Experimental Medicine, hanno modificato il sistema immunitario di topi iniettando una miscela di molecole e anticorpi prima di trapiantare un innesto di cellule insulari, le cellule che producono insulina nel pancreas. Dopo due settimane l'80% dei topi aveva accettato il trapianto, e continuava ad agire come se le cellule fossero loro, senza richiedere farmaci immunosoppressivi, fino a 10 mesi. 'Questo tasso di accettazione è molto alto per i trapianti, dato che i topi normalmente rigettano gli innesti entro due o tre settimane'', scrive il prof.
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