Da uno studio, condotto presso la “Harvard Medical School” a Boston, è emerso che le radiazioni possono avere ripercussioni a lungo termine su coloro che riescono a sopravvivere al cancro. Le donne colpite dal tumore possono mostrare una diminuzione della fertilità a seconda del sito irradiato.
Gli oncologi dovrebbero essere consapevoli di queste conseguenze e proporre alle loro pazienti tutte le possibili alternative per cercare di preservarne la fertilità prima dell’inizio della terapia. Sono stati così effettuati studi per la notifica dei risultati ottenuti da pazienti esposte a radiazioni cranio-spinali, addominali o pelviche rischiose sia per la fertilità e che per la gravidanza ed inoltre sono state esaminate le condizioni di salute dei neonati nati da madri trattate. Le radiazioni cranio-spinali suscitano notevoli cambiamenti ormonali nelle donne che quindi compromettono la loro capacità di procreare.
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