2021, odissea nell’imbuto formativo

Fnomceo | FNOMCeO | 01/04/2019 18:15

La Fnomceo: 'Correre ai ripari, subito 10000 borse e no aumento accessi'

Saranno 19000 i medici che, nel 2021, rimarranno intrappolati nell’imbuto formativo, laureati ma senza possibilità di accesso alla formazione specialistica o in medicina generale. In quell’anno, infatti, cominceranno a laurearsi i quasi diecimila studenti immatricolati in sovrannumero nell’anno 2014/2015, dopo aver fatto ricorso al Tar per presunte irregolarità nei test d’accesso.

A lanciare l’allarme sono stati, mercoledì scorso nell’ambito degli “Stati generali del giovane medico”, i giovani dell’Anaao, il sindacato dei medici e dirigenti del Servizio Sanitario nazionale, che hanno presentato le loro proiezioni a condizioni invariate, cioè considerando costanti sia il numero degli accessi al corso di studi, sia quello delle borse per le specializzazioni.

Oggi, però, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, dalle pagine della Repubblica, fa sapere che “dopo aver portato nei dipartimenti di Medicina settecento persone in più su una platea di novemila e cento”, il prossimo anno il Governo ha intenzione di aprire le porte ad altre duemila matricole. Aumentando, certo, anche le borse di specializzazione, ma tramite uno stanziamento di cento milioni che, con questi numeri, potrebbe non essere comunque sufficiente ad evitare il collasso del sistema.

Bisogna correre ai ripari, e bisogna farlo subito – tuona il presidente della Federazione nazionale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli -. Noi la ricetta l’abbiamo data: diecimila borse ora, poi una riforma del sistema per cui a ogni laurea corrisponda una borsa”.

Oggi il Ministro Bussetti ha dichiarato che finalmente il Governo riuscirà ad allineare i nuovi contratti di formazione per gli specializzandi medici con il numero di laureati, e questa è cosa ottima – continua Anelli -. Bene, chiarisca le modalità con le quali intende farlo. A noi pare che aumentare il numero degli accessi in questo momento non sia una misura efficace, ma sia anzi deleteria. Intanto per avere medici completamente formati e pronti a prendere servizio ci vorranno undici anni; e, per allora, l’emergenza causata dalla ‘gobba pensionistica’, l’ondata di colleghi che andranno in pensione nel 2025, sarà superata. Inoltre, non possiamo permetterci di avere, proprio nel momento di massima emergenza, oltre 21000 medici fermi nell’imbuto”.

Chiediamo al Ministro Bussetti, al Ministro della Salute Grillo e a tutto il Governo che sia fatta una programmazione attenta e lungimirante, che tenga conto non solo dell’oggi ma delle proiezioni a cinque e dieci anni – conclude -. Se siamo arrivati a questo punto, è perché raccogliamo il frutto di politiche miopi del passato: non commettiamo gli stessi errori, diamo un segnale di vero cambiamento! Spostiamo le risorse destinate all’aumento degli accessi e utilizziamole per aumentare le borse, portandole a diecimila. Solo così non avremo, tra cinque anni, un Servizio sanitario nazionale senza medici”.

Ultime News