Sir: malattie reumatiche prima causa d'invalidità

Reumatologia | Redazione DottNet | 16/07/2019 14:51

Entro 20 anni raddoppierà il numero di italiani over 65 con criticità muscolo-scheletriche

"Le malattie reumatologiche rappresentano in Italia la prima causa di invalidità temporanea e la seconda di invalidità permanente. Ben il 27% delle pensioni di invalidità è attribuibile a queste patologie. Un trend, purtroppo, in continua crescita. Entro 20 anni, infatti, raddoppierà il numero di italiani over 65 con criticità muscolo-scheletriche. E risultano già in forte aumento i costi socio-sanitari". Lo ha ricordato il presidente della Sir, Luigi Sinigaglia che, in occasione di un convegno svoltosi a Palazzo Madama, in collaborazione con Federanziani Senior Italia, ha lanciato un appello presidente della Commissione Sanità del Senato Pierpaolo Sileri (nella foto).

"La Sir - ha detto - intensificherà le campagne educazionali e i progetti specifici, rivolti agli anziani, già avviati. E ci auguriamo che le istituzioni siano al nostro fianco in queste nuove iniziative". "Nel 2017, rispetto all' anno precedente, nelle strutture sanitarie pubbliche - aggiunge il presidente Sir - si è registrato un aumento di spesa per l' acquisto di farmaci per il sistema muscolo-scheletrico di oltre 35%. E i consumi di questi medicinali negli ospedali e Asl sono incrementati dell' 8%. La spesa farmacologica deve essere considerata alla luce dei risultati che queste terapie possono offrire a patto che vengano iniziate tempestivamente: riduzione della inabilità al lavoro, contenimento della disabilità, miglioramento della qualità di vita e riduzione della mortalità correlata alle malattie reumatologiche. Eppure le malattie reumatologiche sono ancora sottostimate e si registrano poche diagnosi precoci. Dobbiamo sensibilizzare i cittadini e i medici a fare di più".

Si tratta di "patologie che non colpiscono solo gli anziani tuttavia sono proprio loro le persone più esposte ai rischi - afferma Sinigaglia - L' approccio che dobbiamo avere con questa particolare categoria di pazienti deve per forza essere diverso e tener conto di una serie di comorbidità. Tra queste ci sono anche le condizioni tipiche dell' età geriatrica come demenza, depressione, disturbi metabolici, diabete, ipertensione, disturbi cardiovascolari. Tutto ciò rende più difficili i nostri interventi sia diagnostici che terapeutici. E spesso siamo costretti ad intervenire quando è troppo tardi e la malattia ha già determinato danni irreversibili. Favorire il più possibile la prevenzione primaria e secondaria delle malattie reumatologiche è un provvedimento che non può più essere rinviato. Inoltre rappresenta un importante investimento per il futuro dell' intero sistema Paese".  La Sir insieme a Federanziani Senior Italia ha promosso la campagna "Malattie Reumatologiche? No Grazie!".

I reumatologi sono andati in 25 centri anziani di altrettante città per tenere lezioni di salute."Più di un terzo degli anziani con una patologia cronica è colpito da artrite o artrosi - sottolinea Roberto Messina, presidente di Federanziani Senior Italia - E' quindi cruciale che gli over 65 siano i principali destinatari di campagne educazionali specifiche. Servono inoltre provvedimenti specifici per garantire ai pazienti di tutte le Regioni le nuove e più efficaci terapie". "Vogliamo insegnare ai non più giovanissimi la prevenzione e come riconoscere i primi sintomi delle patologie" aggiunge il presidente Sinigaglia. Al convegno al Senato sono presentati anche i risultati della campagna Reumadays 2019. L' iniziativa della Sir ha visto gli specialisti della Società scientifica andare in 11 città italiane con l' obiettivo di spiegare ai cittadini i rischi per la salute derivati dalle principali malattie reumatologiche.

"Ringraziamo la Sir- sottolinea Silvia Tonolo, presidente dell' Associazione nazionale malati reumatici (Anmar) - per un' iniziativa lodevole e che ha il pregio di accendere i riflettori su malattie che non godono ancora della giusta attenzione Questo sta avvenendo nonostante la loro incidenza risulti in crescita in tutta Europa. Colpiscono in totale oltre 5 milioni di italiani d' ogni fascia d' età. In particolare preoccupano le difficili condizioni di vita in cui sono costretti a vivere le migliaia di concittadini alle prese con le forme più gravi di artropatie infiammatorie e il mancato accesso alle cure in alcune Regioni".

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