
Osservato su topi l'effetto del glucosio con l'amoxicillina
L'alimentazione influenza la risposta dei batteri intestinali agli antibiotici. A rivelare il ruolo che determinati alimenti possano avere nel mitigare i cambiamenti del microbioma è uno studio pubblicato sulla rivista Cell metabolism. Il microbioma intestinale è un ecosistema composto da milioni di batteri e in grado di fornire una barriera contro quelli nocivi. Viene però danneggiato da un eccessivo uso di antibiotici, farmaci pur necessari contro molte infezioni potenzialmente letali. I ricercatori della Brown University di Providence, in Rhode Island (Usa) hanno trattato dei topi con diversi antibiotici, e monitorato come è cambiata la composizione dei batteri nell'intestino.
L'amoxicillina, comunemente usata contro le infezioni dell'orecchio, ha ridotto drasticamente i tipi di batteri e modificato i geni di quelli rimanenti ma anche aumentato la presenza di alcuni batteri benefici, chiamati Bacteroides thetaiotaomicron.
fonte: Cell metabolism
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Gasbarrini: “Il continuo aumento delle malattie infiammatorie e metaboliche durante l’infanzia, dovuto alle modificazioni della flora intestinale, sta creando una situazione mai vista in passato. I numeri sono preoccupanti"
Analisi, il problema è mangiare troppo, specie cibo industriale
Si insedia al Ministero della Salute il Tavolo nazionale sulla sicurezza nutrizionale. Obiettivo: rafforzare la prevenzione e coordinare le politiche contro le malattie croniche.
La correlazione emerge per la prima volta da uno studio condotto presso l'Università della California, a Riverside, e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation Insight
I ricercatori del Labanof dell’Università Statale di Milano hanno esaminato due scheletri di donne e dei loro feti, con deformità attribuibili all'osteomalacia, una patologia legata alla fragilità ossea e associata alla carenza di vitamina D
Lo rivela uno studio effettuato su 1771 studenti di 48 scuole elementari pubbliche di Madrid
La pratica potrebbe salvare 820.000 vite l'anno
Commenti