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La pressione massima sotto 130 migliora la salute del cervello negli ipertesi

Il trattamento aggressivo riduce il rischio lesioni
La pressione massima sotto 130 migliora la salute del cervello negli ipertesi
Cardiologia

Un trattamento 'aggressivo' dell'ipertensione, che tenga la massima sotto i 130, fa bene al cervello degli anziani, con la comparsa di meno lesioni cerebrali. Lo afferma uno studio statunitense pubblicato dalla rivista Circulation. I ricercatori della UConn School of Medicine hanno seguito 199 over 75 per tre anni, sottoponendoli ad una terapia aggressiva con farmaci antipertensivi in modo da mantenere la pressione massima sotto i 130 mm di mercurio, mentre un gruppo di controllo l'aveva a 145. Nel periodo di osservazione ai soggetti sono state misurate la mobilità e la funzionalità cognitiva, ed è stata analizzata la materia bianca del cervello alla ricerca di lesioni, che sono associate a una serie di effetti negativi, dal declino cognitivo al rischio ictus. Lo studio non ha individuato differenze significative nelle abilità cognitive o nella mobilità tra i due gruppi, sottolineano i ricercatori, ma le lesioni dei piccoli vasi sanguigni nel cervello, visibili appunto analizzando la materia bianca, sono risultate inferiori del 40% nei soggetti trattati. "Il risultato mostra che tenere la pressione sistolica a meno di 130 è sicuro, e potenzialmente benefico per gli anziani con l'ipertensione".

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fonte: Circulation

Cardiologia
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