
Il trattamento aggressivo riduce il rischio lesioni
Un trattamento 'aggressivo' dell'ipertensione, che tenga la massima sotto i 130, fa bene al cervello degli anziani, con la comparsa di meno lesioni cerebrali. Lo afferma uno studio statunitense pubblicato dalla rivista Circulation. I ricercatori della UConn School of Medicine hanno seguito 199 over 75 per tre anni, sottoponendoli ad una terapia aggressiva con farmaci antipertensivi in modo da mantenere la pressione massima sotto i 130 mm di mercurio, mentre un gruppo di controllo l'aveva a 145. Nel periodo di osservazione ai soggetti sono state misurate la mobilità e la funzionalità cognitiva, ed è stata analizzata la materia bianca del cervello alla ricerca di lesioni, che sono associate a una serie di effetti negativi, dal declino cognitivo al rischio ictus.
fonte: Circulation
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Progetto europeo finanziato da EU4Health. Con Resil-Card ospedali e servizi possono valutare la tenuta dei percorsi cardiologici in situazioni di crisi.
Ma la figura a pera con adipe a fianchi e cosce lo protegge
Uno studio londinese, realizzato sui dati di 21.241 persone, ha calcolato l’incidenza della sostanza che si accumula attorno agli organi nell'invecchiamento del cuore
L’impatto epidemiologico resta elevato nonostante i progressi terapeutici e preventivi.
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