Aifa, nuove indicazioni per la prescrizione vitamina D

Medicina Generale | Redazione DottNet | 28/10/2019 20:00

Smi, caos tra i medici di famiglia per la nota Aifa

Novità per la prescrizione dei farmaci per la carenza da Vitamina D. L’Agenzia Italiana del Farmaco, con determinazione n. 1533/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Della Repubblica Italiana Serie generale n. 252 del 26 ottobre 2019, ha redatto la Nota 96, che regolamenta la prescrizione a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), nella popolazione adulta (età > 18 anni), dei medicinali con indicazione "prevenzione e trattamento della carenza di Vitamina D" (colecalciferolo, colecalciferolo/sali di calcio, calcifediolo).
 
“L’istituzione della Nota 96 – specifica Aifa - si colloca nell’ambito delle attività di rivalutazione dell’appropriatezza prescrittiva che hanno condotto la Commissione Tecnico-Scientifica dell’AIFA, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, a ritenere opportuno introdurre nuovi criteri regolatori per la prescrivibilità a carico del SSN, nella popolazione adulta, della vitamina D.
Si specifica, infine, che, nelle more di un analogo processo di rivalutazione, restano al momento invariate le condizioni di rimborsabilità a carico del SSN di tali farmaci nella popolazione pediatrica”.
 
Cosa prevede la Nota 96.
 
La prescrizione a carico del SSN dei farmaci (colecalciferolo, colecalciferolo/Sali di calcio, calcifediolo) con indicazione “prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D” nell’adulto (>18 anni) è limitata alle seguenti condizioni:
 
Prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D nei seguenti scenari clinici:
 
indipendentemente dalla determinazione della 25(OH) D
- persone istituzionalizzate
- donne in gravidanza o in allattamento
- persone affette da osteoporosi da qualsiasi causa o osteopatie accertate non candidate a terapia remineralizzante (vedi nota 79)
 
previa determinazione della 25(OH) D
- persone con livelli sierici di 25OHD < 20 ng/mL e sintomi attribuibili a ipovitaminosi (astenia, mialgie, dolori diffusi o localizzati, frequenti cadute immotivate)
- persone con diagnosi di iperparatiroidismo secondario a ipovitaminosi D
- persone affette da osteoporosi di qualsiasi causa o osteopatie accertate candidate a terapia remineralizzante per le quali la
 
correzione dell’ipovitaminosi dovrebbe essere propedeutica all’inizio della terapia*
- una terapia di lunga durata con farmaci interferenti col metabolismo della vitamina D
malattie che possono causare malassorbimento nell’adulto
 
* Le terapie remineralizzanti dovrebbero essere iniziate dopo la correzione della ipovitaminosi D.

Le reazioni

"Con le nuove modalità di prescrizione" della vitamina D disposte da una determina dell' Agenzia italiana del farmaco "si stanno creando enormi disagi perché non è stato previsto l' aggiornamento dei software per il ricettario e anche gli assistiti ne stanno risentendo moltissimo". Lo denuncia Gian Massimo Gioria, responsabile nazionale dell' assistenza primaria del Sindacato medici italiani (Smi) riguardo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina Aifa, che ha previsto con la Nota n.96 la prescrizione a carico del Ssn, nella popolazione adulta, dei medicinali con indicazione "prevenzione e trattamento della carenza di Vitamina D". "La Nota è stata diramata senza dare diffusione dei contenuti ai medici di medicina generale", aggiunge Gioria che ammonisce: "La sanità non può essere sottomessa alla solita cieca burocrazia, mentre i medici lasciati soli senza adeguata informazione, sono costretti a prescrivere solo ricette rosse; in questo modo - denuncia - si infrangono i criteri dell' appropriatezza prescrittiva. Il ministro della Salute intervenga per porre fine a questo grave disservizio contro i medici e a discapito dei pazienti del nostro Paese", chiede Gioria.

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