Canali Minisiti ECM

Dall'acido ialuronico nuove prospettive di cura contro i tumori

Oncologia Redazione DottNet | 17/12/2019 14:10

Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Febs Journal

Una delle chiavi di cura del carcinoma mammario potrebbe passare attraverso l'acido ialuronico. E' infatti una componente cruciale in processi come l'angiogenesi, cioè della crescita di nuovi vasi sanguigni di cui i tumori hanno bisogno per crescere. In un articolo pubblicato sul Febs Journal, un team internazionale di ricerca (che ha coinvolto centri di ricerca argentini e l'Università degli studi dell'Insubria) è stata descritta proprio l'influenza dell'acido ialuronico sull'angiogenesi e sull'azione dei macrofagi, un tipo di globuli bianchi che circonda i microrganismi, li distrugge, rimuove le cellule morte e stimola le risposte immunitarie.

Gli studiosi hanno notato come la proteina Tsg-6, che regola la forma dell'acido ialuronico nella matrice (cioè attorno alla cellula tumorale), è stata espressa nei tumori al seno e non nei tumori del colon.

Secondo gli studiosi una volta stabilito il comportamento di questa proteina si potrebbe stabilire una terapia futura in grado di lottare contro il tumore al seno, con la Tsg-6 che potrebbe anche essere usata anche come 'marker' per fare diagnosi precoce. Questa ricerca apre nuovi scenari di studi per ipotetici trattamenti innovativi. "Potrebbero esserci proteine ​​ssociate all'acido ialuronico che regolano il loro comportamento e funzionano in modo diverso", dice Laura Alaniz, ricercatrice del Citnoba, il Centro di ricerche del Nordest della Provincia di Buenos Aires.

pubblicità

fonte: Febs Journal

Commenti

I Correlati

Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.

Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni

Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia

In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.

Ti potrebbero interessare

Ultime News

Più letti