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Influenza: è scattata l'epidemia

Infettivologia Redazione DottNet | 19/12/2019 19:23

In Australia funziona l'sms promemoria che invita a vaccinare

Con 207.000 casi solo nella scorsa settimana e 1.099.000 da metà ottobre a oggi, l'influenza inizia a spingere sull'acceleratore e supera la soglia che fa scattare la fase dell'epidemia. Intanto, mentre ci si avvicina alle feste natalizie e al termine della campagna vaccinale, arrivano i dati che mostrano come un semplice sms di promemoria che ricordi di andare a fare il vaccino riesca aumentare del 30% l'accesso all'immunizzazione. In base all'ultimo bollettino per la sorveglianza delle sindromi influenzali Influnet, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità, nella 50/ma settimana del 2019, ovvero dal 9 al 15 dicembre, l'incidenza totale è stata di 3,4 casi per mille assistiti. Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Emilia-Romagna, Umbria, e nelle Marche sono le regioni più colpite. "La curva dei contagi segue quella dello scorso anno. 

Ci aspettiamo nelle prossime settimane un'impennata della velocità di circolazione, che raggiungerà il picco dopo la fine di gennaio", spiega Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Iss. "Non vediamo ancora un ceppo di virus predominante. Difficile dire quindi - precisa - se sarà più o meno aggressiva dell'influenza della passata stagione, che aveva colpito 8,5 milioni di persone, provocando 800 casi gravi, di cui circa 200 morti".

Quel che è certo è che per alcune categorie di persone, come over 65, donne in gravidanza e persone con malattie croniche, come insufficienza cardiaca o diabete, le complicanze sono più frequenti e più rischiose. Di qui l'invito a proteggersi, facendosi vaccinare gratuitamente dal proprio medico di famiglia. "Quest'anno la campagna vaccinale sta andando meglio degli anni passati, molti medici hanno terminato le dosi e ne hanno ordinate altre", spiega Silvestro Scotti, segretario della Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg). Termina il 31 dicembre la campagna, aggiunge Scotti, "ma il vaccino impiega circa due settimane per sviluppare la protezione immunitaria. L'ideale, quindi, sarebbe averlo fatto almeno un paio di settimane prima delle feste natalizie, che rappresentano il momento 'migliore' per il passaggio del virus dai bambini, che più spesso ne sono colpiti, agli anziani, per i quali il virus può avere conseguenze più gravi, soprattutto se sono malati cronici". 

Per migliorare l'adesione alle campagne, si analizzano anche soluzioni nuove. Uno studio condotto presso la University of New South Wales di Sydney, ha selezionato 46 bambini, tutti con malattie per cui la vaccinazione era raccomandata, come l'asma, dividendoli in due gruppi. Ai genitori di uno dei due erano mandati sms in cui veniva ricordata la necessità di vaccinarsi.   Al termine dello studio il 91% dei bambini che avevano ricevuto il messaggio si erano vaccinati, mentre nell'altro gruppo il tasso era del 61%. "È un sistema - concludono gli autori - molto economico. Mandare due messaggi al mese per cinque mesi costa 800 dollari, mentre un ricovero per una malattia polmonare per collegata all'influenza ne costa 20mila".

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