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Detraibilità e pagamenti tracciabili: i costi per il medico

L'Associazione Italiana Odontoiatri e Commissione Albo nazionale contro la novità approvata nell'ultima Finanziaria. E' un regalo alle banche, l'evasione resta: la legge va cambiata
Professione

La novità è apparsa nell'ultima Finanziaria: chi paga il medico in contanti non può più detrarre le spese nell’imposta sui redditi. Di fatto il professionista dovrà necessariamente dotarsi di un Pos per venire incontro alle esigenze del paziente. Secondo il presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) dell’Ordine Raffaele Iandolo, ai fini delle detrazioni Irpef, occorre equiparare il pagamento in contanti nel privato puro ai pagamenti ai medici del Servizio sanitario operanti negli ospedali in regime di “intramoenia”, che la Finanziaria lascia detraibili. E spiega anche perché il comma 679 della Finanziaria va corretto o mitigato.

«Il governo fa un grosso favore alle banche ma penalizza paziente, professionista ed entrate statali. La norma costringe il paziente– spesso anziano – che fin qui pagava in contanti, a cambiare strumenti di pagamento, e talora ad aprire un conto corrente pur di avere la detrazione. Inoltre, introduce penalizzazioni economiche e burocratiche per i medici: da una parte i costi delle commissioni del lettore POS per bancomat e carte di credito, che il governo aveva promesso di ridurre ma poi non ha ridotto, vanno ad erodere il 2% del fatturato annuo (si badi, non dell’utile!), sicché su 100 mila euro, 2 mila finiscono alle banche; dall’altra arriva un nuovo adempimento nel sistema Tessera Sanitaria, e al momento di inviare al Fisco i dati delle nostre prestazioni dobbiamo spuntare un’apposita casella per segnalare se il paziente ha pagato in modalità tracciabile o no. Gli aggravi citati rischiano indirettamente di favorire comportamenti “viziosi”. Da sempre come CAO Nazionale spieghiamo che solo l’incremento della detraibilità è valido strumento di lotta all’evasione. Qui invece si restringe la platea delle detrazioni e si introduce una discriminazione tra pubblico e privato: le spese in contanti infatti restano detraibili se sostenute in strutture pubbliche o convenzionate con il Ssn e persino nella libera professione “intramoenia”, quella che Medici specialisti e Odontoiatri esercitano nell’ospedale dove operano. Come CAO Nazionale –dice Iandolo– chiediamo che la chance di detrarre le spese in contanti si estenda a tutti i liberi professionisti».

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Il provvedimento colpisce in misura maggiore gli odontoiatri. Per Fausto Fiorile presidente nazionale AIO non ci sono dubbi: «Abbiamo intenzione di muoverci quanto prima in collaborazione con ANDI e CAO per apportare le modifiche a quanto stabilito nell’ultima finanziaria», dice Fiorile. E aggiunge: «Da tempo sosteniamo un aumento della detrazione al 39 e 55% in casi particolari (interventi di prevenzione e cure precoci nei pazienti in crescita) per costruire una continuità di cura tra Odontoiatra e Paziente nel nostro Paese dove l’Odontoiatria non è coperta che in casi residuali dalla sanità pubblica. In Parlamento a fine 2016 AIO evidenziò la relazione tra aumento delle detrazioni ed effetti positivi sulle tasche degli italiani, nonché sullo sviluppo del settore Odontoiatrico e sulle relative entrate fiscali. Da quest’anno invece di riprendere il confronto andiamo ad aggravare le disparità, è assurdo!»

«Sull’impianto normativo relativo all'introduzione obbligatoria del lettore bancomat la nostra Associazione – dice il segretario AIO Danilo Savini – sta procedendo ad un’indagine conoscitiva degli oneri sostenuti per l’utilizzo del POS, ed intende agire nelle opportune sedi sia sul fronte della riduzione dei costi sia nel chiarire le responsabilità legate alla comunicazione della modalità di pagamento (occhio alla privacy!) e al non sempre possibile riscontro dell’identità degli intestatari delle carte di credito».

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Commenti
SS
Saverio Schinzari
La differenza è che il medico che lavora intramoenia, visita su prenotazione del Cup, che rilascia un documento che dopo la visita è vidimato dal professionista e dunque detraibile. Il paziente peraltro paga già anticipatamente al CUP. Dunque stop a discorsi se con IVA paghi Tot, senza fattura risparmi tot. Con la struttura pubblica o contante o con carta di credito non cambia nulla. e'' tutto tracciabile. Tutto qui. Non facciamo i fessi per non andare in guerra. L'evasione fiscale è dietro l'angolo.
Rispondi
11/01/2020 19:46

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