
Uno rappresenta lo sforzo di ascolto e un altro misura la capacità di elaborare rapidi cambiamenti di frequenza
Perché tra due persone con udito normale in un luogo rumoroso ci può essere quella che sente meglio dell'altro? Tutto dipende da una coppia di biomarcatori della funzione cerebrale, uno che rappresenta lo sforzo di ascolto e un altro che misura la capacità di elaborare rapidi cambiamenti di frequenza. Lo dice uno studio condotto dai ricercatori del Massachusetts Eye and Ear pubblicato sulla rivista scientifica eLife. Questa scoperta potrebbe portare a progettare test clinici di prossima generazione per la perdita nascosta dell'udito, una condizione che al momento non può essere misurata utilizzando esami dell'udito standard. La perdita dell'udito può essere causata da diversi fattori, tra cui l'esposizione al rumore e l'invecchiamento.
fonte: eLife
Al 40° Congresso nazionale la Società italiana di audiologia. Domenico Cuda, direttore di Otorinolaringoiatria del Policlinico di Piacenza e nuovo presidente Siaf
Il 40% di chi ne soffre usa un apparecchio, sono sempre di più
Della Volpe: “Centro con il più alto numero di impianti effettuati con il robot. Grazie alla Stampa 3D interventi su misura”. Conenna: “Offerta di cure sempre più specialistiche e personalizzate”
Particolare attenzione sarà dedicata all’approccio multidisciplinare, in linea con le recenti tendenze internazionali, affrontando temi di frontiera quali la rinosinusite cronica
Oltre 1.700 impianti cocleari l’anno, soprattutto nei bambini: al congresso Siop il ruolo chiave dell’intelligenza artificiale
Commenti