Coronavirus, cambiano i parametri: è boom di contagi e vittime in Cina

Infettivologia | Redazione DottNet | 13/02/2020 19:58

Speranza: "Oggi in Europa siamo il Paese con il più alto livello di salvaguardia" e sono "riconosciute come giuste le misure adottate dall'Italia"

L'epidemia di coronavirus Covid-19 segna numeri da record nel giorno in cui il presidente Xi Jinping decapita i vertici del Partito comunista dell'Hubei e di Wuhan per inefficienze, omissioni e ritardi nella crisi. Sono 254 i morti registrati in Cina che portano il totale a 1.369, in base agli ultimi conteggi della Commissione nazionale sulla salute riferiti alla giornata di mercoledì, con altri 15.152 contagi accertati e saliti nel complesso ad oltre 60mila. Nella provincia dell'Hubei, il cuore dell'epidemia, i decessi sono balzati a 242 e i nuovi contagi a 14.840: è una brusca impennata dovuta, secondo la versione di Pechino, alle nuove regole di conteggio che includono i "clinicamente diagnosticati", che pesano per 13.332 casi.

Le autorità sanitarie hanno motivato la modifica con la necessità di includere gli "asintomatici", in modo da poterli sottoporre a trattamento come per i contagi confermati. La mossa è in linea con le direttive della scorsa settimana della Commissione nazionale sulla salute di Pechino, considerando che i test attuali puntano sulla tomografia computerizzata per individuare infezioni invece che sul test RNA finora usato che richiede tempo per i risultati. Il balzo di mercoledì è giunto all'indomani dei numeri più bassi di nuovi casi registrati nelle ultime due settimane, un calo che aveva rilanciato le speranze su una fine dell'epidemia entro aprile.

"In realtà non c'è stato nessun gran cambiamento nella diffusione dell'epidemia", ha detto il capo del dipartimento dell'emergenza sanitaria dell'Oms, Michael Ryan, commentando i numeri record provenienti dalla Cina a causa del cambio dei parametri. La città di Huanggang, non lontana da Wuhan, ha annunciato che da domani saranno operative misure ancor più draconiane per evitare di diventare un nuovo focolaio: sigillati i complessi residenziali e circolazione autorizzata solo per alcuni veicoli. L'ira del presidente Xi, prima di tutto segretario generale del Partito comunista, si è abbattuta sui vertici del Partito dell'Hubei e di Wuhan, i funzionari di più alto livello ad essere finora colpiti, a pochi giorni dalla decimazione delle autorità sanitarie e della Croce Rossa locali. Jiang Chaoliang è stato rimosso da capo del partito dell'Hubei, sostituito dal sindaco di Shanghai, Ying Yong, uomo di fiducia del presidente.

"Allo stato, la situazione epidemica è ancora molto grave e il compito è molto arduo", ha subito constatato Ying. A Wang Zhonglin è stato invece affidato il partito di Wuhan, al posto di Ma Guoqiang che a fine gennaio, in un'intervista alla tv statale Cctv, ammise i ritardi sul coronavirus. Rimosso anche Zhang Xiaoming da direttore dell'Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao del governo cinese: al suo posto Xia Baolong, ex segretario del Pcc dello Zhejiang, provincia cara a Xi. Un gruppo di ricercatori di Shanghai intanto ha annunciato di aver isolato e identificato il ceppo del coronavirus da un campione di pazienti, mentre il contagio ha continuato a fare breccia in Giappone, che ha registrato la sua prima vittima (una donna ultraottantenne) e l'infezione di due tassisti.

Il ministro della Salute nipponico Katsunobu Kato ha inoltre confermato altri 44 casi (218 in tutto) sulla Diamond Princess, nave da crociera in quarantena nella baia di Yokohama, che ha a bordo oltre 3.000 persone tra cui 35 italiani. Un'altra nave da crociera, la MS Westerdam, è riuscita ad attraccare in Cambogia dopo il rifiuto di Thailandia, Giappone, Taiwan, Guam e Filippine avendo a bordo oltre 2.200 persone: i primi 20 test hanno dato esito negativo. Il Vietnam invece ha deciso di mettere in quarantena per 20 giorni un'intera comunità di 10mila persone vicino ad Hanoi. In Gran Bretagna i casi confermati sono saliti a nove, mentre un secondo americano evacuato da Wuhan è risultato positivo, portando il totale negli Usa a 14. A Bruxelles nel frattempo i ministri della Salute dell'Ue hanno tenuto una riunione straordinaria sul Covid-19.

"Oggi in Europa siamo il Paese con il più alto livello di salvaguardia" e sono "riconosciute come giuste le misure adottate dall'Italia", ha detto al termine il ministro Roberto Speranza. Sul blocco dei voli da e per la Cina, il ministro ha notato che "la riunione di oggi segnala che c'è una maggiore consapevolezza da parte di tutti i Paesi europei che questa è la strada più opportuna". Ma per ora non c'è nessuna decisione a livello europeo in tal senso.

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