|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

ONTARGET: Efficacia del sartanico Telmisartan pari al Ramipril

Cardiologia

Lo studio ha incluso circa 22.000 pazienti ad alto rischio cardiovascolare (diabete, pregresso IMA o TIA, vasculopatia periferica...) arruolati in circa 750 centri. Lo studio condotto in doppio cieco ha comparato il trattamento con il sartanico Telmisartan 80 mg/die al trattamento con ACE inibitore Ramipril 10 mg/die, un terzo gruppo era trattato con una combinazione dei due farmaci. I pazienti inclusi nello studio sono stati poi seguiti clinicamente per una media di 56 mesi e sono stati computati gli eventi avversi come morte per cardiopatia, infarto del miocardio, stroke, ricovero ospedaliero per scompenso cardiaco. Dopo circa 4,5 anni i tre trattamenti si sono dimostrati tutti in grado di ridurre la pressione arteriosa (migliori risultati con il trattamento combinato sartanico-ACE inibitore) ma non vi sono state differenze significative in termini di riduzione degli eventi avversi cardiovascolari in media verificati nel 16% circa dei pazienti inclusi nello studio.
Fig 1.

In definitiva questo studio che ricalca un disegno molto simile al famoso studio HOPE ha dimostrato una certa non inferiorità del Telmisartan rispetto al “gold standard” Ramipril nei pazienti ipertesi ad alto rischio. Altra certezza che viene dallo studio è l'aumento del rischio nel trattamento combinato. Infatti questa strategia terapeutica ha permesso di raggiungere i livelli più alti di riduzione della pressione arteriosa ma è stato spesso associato ad eventi avversi legati al trattamento.
Fig 2.

pubblicità

Nella pratica clinica il trattamento con ACE inibitore deve essere sospeso in circa il 15-25% dei pazienti ad alto rischio per intolleranza al farmaco. Questo studio conferma che per questi pazienti esiste una alternativa efficace e spesso meglio tollerata.

Cardiologia
Commenti

I Correlati

Ruolo centrale di ASA in prevenzione cardiovascolare
Cardiologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Sincope, il monitor ECG indossabile accelera la diagnosi delle aritmie cardiache
Congressi
Sincope, il monitor ECG indossabile accelera la diagnosi delle aritmie cardiache
Lo studio ASPIRED presentato all'ESC 2026 mostra che un monitor ECG da indossare per 14 giorni dopo un episodio di sincope migliora l'identificazione dei disturbi del ritmo e favorisce trattamenti più rapidi
Fibrillazione atriale, un programma di esercizio personalizzato riduce il tempo trascorso in aritmia
Congressi
Fibrillazione atriale, un programma di esercizio personalizzato riduce il tempo trascorso in aritmia
Presentati all'ESC 2026 i risultati dello studio NEXAF: un percorso che combina allenamento supervisionato e attività monitorata a distanza riduce il burden di fibrillazione atriale e i ricoveri ospedalieri
Ipertensione, un controllo più rigoroso della pressione riduce il rischio di demenza nel lungo periodo
Congressi
Ipertensione, un controllo più rigoroso della pressione riduce il rischio di demenza nel lungo periodo
All'ESC 2026 i risultati del programma cinese CRHCP mostrano che una strategia intensiva di gestione dell'ipertensione è stata associata a una riduzione significativa dei casi di demenza dopo sette anni
Diabete tipo 2, iniziare presto le statine si associa a un minor rischio di demenza
Congressi
Diabete tipo 2, iniziare presto le statine si associa a un minor rischio di demenza
Uno studio presentato all'ESC 2026 associa l'avvio precoce della terapia ipocolesterolemizzante a un minor rischio di declino cognitivo nel lungo periodo

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.