Medici contro farmacisti: no all'antinfluenzale in farmacia

Medicina Generale | Redazione DottNet | 28/05/2020 21:41

Federfarma, percorsi condivisi con i medici di famiglia

La Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) invita alla cautela ed esprime perplessità sulla proposta di effettuare le vaccinazioni anti-influenzali nelle farmacie. "Prendiamo atto dell'Ordine del giorno presentato dall'Onorevole Andrea Mandelli, presidente della Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani e accolto ieri dalla Camera, che impegna il Governo 'a valutare l'opportunità di utilizzare le farmacie aperte al pubblico dotate di spazi idonei sotto il profilo igienico sanitario e atti a garantire la tutela della privacy per la somministrazione dei vaccini da parte di medici, al fine di contenere gli accessi ospedalieri e di alleggerire il carico degli ambulatori medici', dice il presidente di Fnomceo Filippo Anelli. E spiega: "Convinti dell'utilità di una strategia vaccinale contro l'influenza in questa fase 2 dell'epidemia, nutriamo tuttavia forti perplessità che il divieto, previsto dall'articolo 102 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie, sull'esercizio della professione medica in farmacia possa essere superato, in assenza di una regolamentazione che eviti un possibile conflitto di interessi".

Anelli inoltre ricorda che la somministrazione dei vaccini da parte del medico prevede atti clinici, poichè presuppone l'anamnesi, la valutazione dello stato di salute della persona, la prescrizione e l'eventuale intervento in caso del manifestarsi di reazioni allergiche o altri effetti indesiderati: "Per questo motivo, riteniamo opportuno che il Governo valuti con estrema cautela la realizzazione di quanto previsto nell'Ordine del Giorno". Diversa la posizione di Federfarma: "Per corrispondere alle primarie esigenze di tutela della salute della popolazione riteniamo imprescindibile stabilire le necessarie interazioni con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per individuare percorsi condivisi che - come avviene in altri Paesi dell'Unione europea - porti alla promozione e all'esecuzione di campagne vaccinali antinfluenzali nelle farmacie, in un'ottica di complementarieta' e non certo di competitività tra professionisti che godono tutti della fiducia dei cittadini e che poco aggiungerebbero sull'obiettivo vero che dovrà rimanere l'aumento delle coperture vaccinali".

"Per corrispondere alle primarie esigenze di tutela della salute della popolazione, Federfarma ritiene imprescindibile stabilire le necessarie interazioni con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per individuare quei percorsi condivisi che - a similitudine di quanto avviene in altri Paesi dell'Unione europea - porti alla promozione e all'esecuzione di campagne vaccinali antinfluenzali nelle farmacie, in un'ottica di complementarietà e non certo di competitività tra professionisti che godono tutti della fiducia dei cittadini e che poco aggiungerebbero sull’obiettivo vero che dovrà rimanere l’aumento delle coperture vaccinali", replica Federfarma in una nota.
 
"Tali campagne potranno senz'altro tradursi in un effettivo e concreto vantaggio per la cittadinanza interessata, potendo basarsi sulla gestione territoriale dei servizi offerti dalle farmacie e sull'apporto professionale del farmacista, in connubio, appunto, solo con i medici di famiglia  e i pediatri di libera scelta. La comune visione, resa anche semplice da una comune condizione contrattuale di liberi professionisti convenzionati, delle categorie interessate a rendere effettivi e concreti i servizi sanitari territoriali, potrà dunque basarsi anche  sulla elevata accessibilità e capillarità delle farmacie di comunità e la prossimità loro e dei medici convenzionati in modo tale da condurre, tra l'altro, campagne di vaccinazione volte a migliorare la protezione immunitaria della cittadinanza sia per diffondere messaggi positivi sulla vaccinazione", conclude Federfarma.
 

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