Mobilità tra Regioni, cruciali 21 parametri

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 28/05/2020 21:28

Attesi monitoraggi per il 3 giugno. R0 non è unico dato. Rt oscilla

E' iniziato il conto alla rovescia per l'eventuale riapertura della mobilità tra le Regioni italiane prevista dal 3 giugno, con la Lombardia ancora sotto i riflettori per il numero di contagi ed una situazione molto differenziata tra le varie aree del Paese. Decisivi saranno i dati dei monitoraggi sull'andamento epidemiologico, a partire da quelli attesi per venerdì 29 maggio e che ci consegneranno la fotografia dei contagi, e non solo, avvenuti nella seconda settimana relativa alle prime riapertura del 4 maggio e quelli relativi al 18 maggio, data di riavvio di molte attività commerciali. Sarà sulla base di tali dati, elaborati dal ministero della Salute e dall'Istituto superiore di sanità (Iss), che il governo deciderà in merito al riavvio della mobilità tra le Regioni. A pesare, nella valutazione, non sarà un solo elemento ma 21 indicatori individuati per 'pesare' il grado del rischio.

Un algoritmo tra tutti gli indicatori permetterà di definire se in un territorio le condizioni sono positive o di allerta. E le decisioni saranno conseguenti. Ventuno, dunque, sono gli indicatori 'sorvegliati speciali'. Tra questi c'è anche l'indice di contagiosità R0 o Rt, che indica quante persone un soggetto positivo al virus può infettare. Perchè non scatti l'allerta è necessario che tale valore si mantenga sotto l'1, come è attualmente pressochè in tutte le Regioni italiane. Ma questo non è l'unico criterio dirimente, come ha rilevato lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza. R0 "è molto importante - ha spiegato - ma non è un solo criterio a definire l'intero spettro del monitoraggio, e solo sulla base della ponderazione complessiva di tutti i 21 criteri indicati i presidenti di regione possono decidere misure di restrizione ulteriori".

In questa direzione si è già espresso anche il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, sottolineando che c'è grande oscillazione dell'indice Rt sul territorio e che tale parametro cambia su base settimanale. Per questo Brusaferro lo escluderebbe, come ha dichiarato nell'ultima conferenza stampa all'Iss sull'andamento dell'epidemia, "come criterio per gli spostamenti tra Regioni". Ad ogni modo, aveva affermato, "la mobilità tra Regioni va affrontata con un numero di nuovi casi ancora più ridotto rispetto a quello che abbiamo". Dal numero di tamponi effettuati al grado di saturazione delle terapie intensive al valore R0, i 21 indicatori sono previsti dal decreto del ministro della salute sui criteri per il monitoraggio dell'epidemia. Proprio sulla base dell'andamento della curva epidemica in relazione ai 21 'sorvegliati speciali', si potranno decidere dunque ulteriori allentamenti o il ritorno a misure di lockdown e zone rosse. I

l 'check' del rischio è affidato ad un'apposita cabina di regia e viene effettuato settimanalmente. Tre sono i macro criteri individuati i cui valori dovranno essere monitorati nella fase 2: capacità di monitoraggio; capacita' di accertamento diagnostico e gestione dei contatti; tenuta dei servizi sanitari. Tra gli indicatori particolari da tenere sotto controllo costante ci sono il numero di casi sintomatici e la percentuale di tamponi positivi. Ed ancora: si dovra' monitorare il numero di nuovi focolai e di accessi al Pronto soccorso (Ps).  Per ogni indicatore e' fissato un livello di "soglia" ed uno di "allerta". Per i tamponi, ad esempio, la soglia accettabile e' il trend di diminuzione in setting ospedalieri e Ps. Inoltre, si sara' nella soglia se l'indice di contagio R0 e' inferiore a 1.  Per i Ps, il valore soglia e' un numero di accessi con sindromi compatibili con Covid in diminuzione o stabile in almeno l'80% dei Ps parte della rete di sorveglianza nella Regione. E' allerta se il numero di accessi e' in aumento nel 50% dei Ps.  Accettabile, poi, se il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per Covid è inferiore al 30%, è allerta se è superiore

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