App Immuni, test sul campo nelle prime quattro regioni

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 02/06/2020 19:05

Dai dati geografici al codice casuale, ecco come funziona l'applicazione

Schermate introduttive contenenti informazioni circa le finalità, ampio spazio alla privacy con una finestra dedicata e caselle da spuntare prima del primo accesso, scelta della regione e della provincia di residenza.  Contenuti essenziali, grafica semplice e intuitiva. Appare così, a un primo utilizzo, l'app Immuni, dopo pochi minuti in cui è stata disponibile sullo store di Google. Il viaggio dentro la app parte dall'Abruzzo, una delle prime 4 regioni in cui dall'8 giugno parte la app sul tracciamento Covid. Nelle Marche il giorno del rilascio coincide con la prima volta dall'inizio dell'emergenza in cui si registrano zero nuovi casi e zero decessi.

Più difficile scaricare la app in Liguria dove la Regione, la prima a voler sperimentare l'applicazione, ha fatto sapere che per l'operatività ci dovrà essere una specifica formazione del personale e che per questo proprio oggi c'è stata una riunione al ministero. In Puglia, la quarta regione al via con la app dall'8 giugno, la sperimentazione consentirà di avviare il "progetto territorio" con i medici di medicina generale ed i pediatri. Saranno loro ad interagire per primi con i pugliesi per illustrare l'utilità epidemiologica e sanitaria della app, dice la Regione. In particolare, chi ha scaricato in Abruzzo la app nel momento del rilascio, dopo le informazioni generiche e quelle relative alla privacy, visualizza la richiesta di abilitare le notifiche. Successivamente, c'è l'invito a prestare attenzione alle false comunicazioni e a ogni messaggio che sembri arrivare da Immuni. Una volta completata la configurazione si è realmente dentro l'app. Semplice ed essenziale la schermata della 'Home'. In testa c'è l'invito ad aprire periodicamente Immuni per verificarne lo stato e sotto c'è un box che comunica che il servizio è attivo.

C'è poi una casella cliccabile in cui si ricorda come fare per proteggersi dal virus, contenente tutte le informazioni di sicurezza. Ultimo elemento è un box con le istruzioni sul funzionamento dell'app. Qui viene spiegato che Immuni associa ad ogni telefono un codice casuale, che cambia diverse volte all'ora e non contiene informazioni sul dispositivo o sul proprietario. I telefoni che si incontrano, si legge, si scambiano i rispettivi codici casuali tramite 'Bluetooth low energy', che dovrebbe quindi limitare il consumo della batteria.  Gli utenti risultati positivi, si legge nelle informazioni sul funzionamento dell'app, scelgono se condividere i propri codici casuali trasmessi nei giorni precedenti così da renderli disponibili agli altri utenti. A quel punto ogni telefono verifica se ha incontrato in precedenza uno o più dei codici condivisi. In caso di riscontro positivo l'utente viene avvertito. Nella sezione impostazioni c'è la funzione relativa al 'Caricamento dati', che richiede l'assistenza di un operatore sanitario autorizzato. Presenti, infine, altre funzioni, tra cui quella per modificare la provincia e quella per lasciare una recensione, oltre ai termini di utilizzo e all'informativa sulla privacy. 

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