
Mescolati nel cibo aiutano a prevenire alcune malattie
I fondi del caffè aggiunti al cibo aiutano a combattere l'obesità e il rischio di diabete, di ictus e di malattie di cuore. Lo indica una nuova ricerca di scienziati biomedici dell'University of Southern Queensland, in Australia, che da sette anni indagano sulle proprietà dei fondi di caffè per scoprire il loro potenziale come alimento funzionale e come cibo che possa prevenire o invertire l'insorgenza di malattie. La ricerca, pubblicata sulla rivista di scienza biomedica Usa FASEB e guidata dal professor Lindsay Brown della Scuola di Salute e Benessere dell'università stessa, si basa su sperimentazioni su topi maschi, alimentati con una dieta ad alti contenuti di carboidrati e di grassi per quattro mesi, supplementata negli ultimi due mesi con un 5% di fondi di caffè.
"I topi hanno ingerito grandi quantità di fruttosio, di latte condensato e di grassi saturi e di conseguenza sono diventati obesi, hanno contratto alterata tolleranza al glucosio e danni cardiovascolari ed epatici – tutte condizioni che si verificano anche sugli umani", scrive Brown.
fonte: Faseb
Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.
Approvato in Commissione Bilancio l’emendamento sullo screening nutrizionale oncologico. SINPE, FAVO, ACC e AIOM: “Un passo decisivo per qualità delle cure ed equità”.
Da FeSin il nuovo Glossario per rendere comprensibili i concetti della nutrizione
Specialmente da legumi, che fermentano. Studio Australia
La correlazione emerge per la prima volta da uno studio condotto presso l'Università della California, a Riverside, e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation Insight
I ricercatori del Labanof dell’Università Statale di Milano hanno esaminato due scheletri di donne e dei loro feti, con deformità attribuibili all'osteomalacia, una patologia legata alla fragilità ossea e associata alla carenza di vitamina D
Lo rivela uno studio effettuato su 1771 studenti di 48 scuole elementari pubbliche di Madrid
La pratica potrebbe salvare 820.000 vite l'anno
Commenti