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Ricoveri, bene il Nord, maglia nera al Sud

Sanità pubblica

Di quelli a rischio più elevato la quasi totalità (15 mln) risiede al Centro-Sud mentre tutti i 18,4 milioni a minor rischio sono riferiti a Usl del Centro-Nord. E' quanto emerge dal Progetto ''Era. Atlante 2008. Schede di Dimissione Ospedaliera per genere ed Usl'', uno studio finanziato dall'Iss e pubblicato sul bollettino dell'Istituto superiore di Sanità, che basandosi sui dati Sdo, che ammontano ogni anno a quasi 12 milioni e corrispondono a oltre 53 milioni di giornate di degenza ordinaria e a circa 10 milioni e mezzo di accessi in day-hospital, ha tracciato le mappe generali del rischio di passare un giorno in ospedale per ciascuna delle 166 micro-aree sanitarie in cui viene suddivisa l'Italia. Dall'Atlante emerge un'Italia praticamente spaccata in due: un Centro-Nord dove si fa un uso dell'ospedale, in termini standardizzati pro capite, diffusamente meno intenso, e un Centro-Sud, dal Lazio (esclusa Viterbo) in giù, dove invece il ricorso è maggiore.

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Considerando il complesso dei ricoveri, le Regioni i cui abitanti hanno un rischio minore di essere ricoverati per un giorno in ospedale sono tutte collocate al Nord e al Centro, tranne la Basilicata, mentre le Regioni più a rischio sono tutte collocate al Sud, tranne la Val D'Aosta per gli uomini e la Provincia Autonoma di Bolzano per entrambi i generi. Passando all'articolazione per Usl, si scopre che le popolazioni dell'Usl di Foligno (Umbria) e di Bassa Friulana (Friuli-Venezia Giulia), rispettivamente per uomini e donne, mostrano un rischio relativo di passare un giorno in ospedale più modesto che nel resto del Paese. Ma più in generale tutte le Usl che presentano i 10 rischi di ricovero più basso, sia tra gli uomini sia tra le donne, sono nel Centro-Nord. Maglia nera invece alla Usl di Lanusei (Sardegna), dove è presente il rischio più elevato per entrambi i generi.
Sanità pubblica
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