
Studio, il virus può essere eliminato nel ricevente dopo l'intervento
Per i trapianti di fegato si possono usare anche organi di pazienti con l'Hcv, trattando poi l ricevente successivamente. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato da Liver Transplantation dell'università di Cincinnati, che potrebbe ampliare le disponibilità riducendo le liste d'attesa. L'analisi è stata condotta su due gruppi di 32 pazienti, uno dei quali ha ricevuto trapianti di fegato da donatori che erano positivi all'epatite C, mentre l'altro da donatori negativi. In media 47 giorni dopo l'intervento ai pazienti del primo gruppo sono state date le terapie con gli antivirali di ultima generazione.
"Quello che abbiamo trovato - spiega Shimul Shah, l'autore principale -, è che si possono usare i fegati infetti, e i risultati delle analisi che abbiamo fatto ci dicono che non c'è differenza nell'usare un fegato affetto da epatite o no. Tutti i pazienti che hanno ricevuto il fegato con l'infezione sono poi guariti dal virus. C'è una grande differenza tra la domanda e l'offerta di fegati, e gli organi affetti da Hcv venivano scartati. Con questo studio è chiaro che possiamo aiutare più pazienti ad essere trapiantati usando organi positivi all'Hcv".
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