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Diagnosi tardive per i carcinomi orali

Odontoiatria

Il carcinoma orale, ogni anno, nel mondo, colpisce circa 400.000 persone. I significativi progressi ottenuti nel trattamento e nella qualità della vita dei pazienti non sono, tuttavia accompagnati da un significativo miglioramento nella prognosi di tale patologia, e la mortalità ai cinque anni dalla diagnosi continua ad essere elevata, attorno al cinquanta per cento. La diagnosi risulta spesso tardiva, quando il cancro è già in stadio avanzato, soprattutto a causa della mancanza di marker molecolari specifici. Risulta quindi di fondamentale importanza approfondire l'attuale conoscenza dei meccanismi molecolari alla base dell'oncogenesi di questo tipo di cancro, al fine di poter individuare marker che permettano una diagnosi quanto più precoce. Le neoplasie del cavo orale possono originare da lesioni precancerose quali la leucoplachia e l'eritroplachia.

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La ricerca di marker che consentano l'identificazione di quelle lesioni potenzialmente in grado di dare origine ad una trasformazione maligna rappresenterebbe un’evoluzione nella pianificazione della prognosi. La Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha effettuato una ricerca sull’individuazione di alcuni markers molecolari espressi nei tessuti prelevati da lesioni precancerose del cavo orale: le MAPKINASI. Alcuni studi hanno dimostrato correlazioni tra Mapkinasi e carcinoma orale; la letteratura si riporta infatti alterazioni sia di attività che di struttura di queste chinasi in campioni di carcinoma orale. Coinvolgendo trenta pazienti affetti da lesioni pre-cancerose e confrontandole con mucosa sana del medesimo paziente è stato vista l’importanza di questa metodica per l’individuazione di lesioni precancerose, in grado così di integrare le tecniche tradizionali di diagnosi della neoplasia.
Odontoiatria
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