
Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Psychiatry e condotto presso la University College di Londra
La solitudine causa quasi un caso su 5 di depressione tra gli over-50: lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Psychiatry e condotto presso la University College di Londra, coinvolgendo oltre 4200 individui il cui stato di salute è stato monitorato per un tempo medio di 12 anni. All'inizio dello studio il livello di percezione della solitudine è stato misurato con una scala ad hoc ed è emerso che per ogni punto in più su questa scala, l'individuo ha un rischio doppio di ammalarsi di depressione negli anni a venire. Quello che conta è l'esperienza individuale di solitudine (il sentirsi soli), ovvero la percezione soggettiva di essa, più ancora della misura 'oggettiva' di isolamento sociale; in altri termini più ci si sente soli, maggiore è il rischio di ammalarsi di depressione nei 12 anni successivi. "Abbiamo visto che il sentirsi soli - spiega Gemma Lewis, coordinatore del lavoro - è un forte fattore di rischio per la depressione, più di quanto lo sia l'effettivo numero di contatti sociali di una persona.
fonte: The Lancet Psychiatry
Le società scientifiche riunite a Cagliari richiamano il valore della diagnosi precoce nei disturbi del neurosviluppo e della continuità di cura tra adolescenza ed età adulta
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Cnop richiama il rapporto del Ministero: oltre 840mila assistiti e bisogni in crescita. La richiesta è rendere strutturale la psicologia di assistenza primaria
Oltre 18mila aggressioni in un anno: lo studio è solido, individua cause e propone soluzioni. Ma permangono alcuni limiti operativi
Lo yoga accelera il recupero dall’astinenza da oppioidi e migliora dolore, sonno, ansia e variabilità della frequenza cardiaca.
Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Un innovativo farmaco oppioide, il DFNZ, si rivela efficace nel trattamento del dolore senza causare dipendenza, secondo uno studio pubblicato su Nature.
Commenti