Anticorpi monoclonali, FIMMG: Medici di famiglia pronti, subito le linee guida per le cure domiciliari

Medicina Generale | Redazione DottNet | 11/04/2021 18:22

Le Regioni integrino le indicazioni su procedure e riferimenti dei centri per le somministrazioni». Da FIMMG e METIS un workshop per accendere un faro e avviare la formazione dei medici di famiglia

«Sappiamo che l’impiego degli anticorpi monoclonali può essere determinante per evitare un’evoluzione drammatica dell’infezione da Covid e, conseguentemente, ridurre la saturazione delle terapie intensive. 

Nonostante l’attuale situazione epidemiologica attraversata dal nostro Paese, ad un mese dall’emanazione della Determina AIFA, conseguente al Decreto che ha autorizzato la temporanea distribuzione degli anticorpi monoclonali, non ci sono state ancora fornite le linee di indirizzo nazionali sulle cure domiciliari dei pazienti Covid, né i percorsi strutturati che le Regioni devono fornire per consentire ai medici di medicina generale di indirizzare i pazienti Covid nel modo più appropriato e più rapido all’uso di questi farmaci». Tommasa Maio, vicepresidente Metis, pone l’accento su un tassello cruciale per l’immediato utilizzo in maniera massiva dei nuovi anticorpi monoclonali. Un tema di strettissima attualità, visto il ruolo centrale dei medici di famiglia nell’individuazione dei pazienti eleggibili al trattamento. E proprio per fornire ai medici di medicina generale nozioni cruciali sotto il profilo scientifico in fatto di anticorpi monoclonali e infezione da Sars-CoV2, METIS e FIMMG hanno programmato un webinar che mette a confronto la medicina generale, la specialistica e il mondo del regolatorio al fine di condividere un percorso validato per l’uso di questi farmaci. 

«La Determina, nel disporre l’impiego dei monoclonali, ha definito il ruolo dei medici di medicina generale ponendoli in relazione ed integrazione con centri e specialisti che devono essere individuati a livello periferico - aggiunge Maio -. Ad oggi resta però estremamente carente a livello territoriale, in molte aree del Paese, la definizione di quanto serve ai medici di famiglia per determinare il tempestivo invio di questi pazienti alle strutture di competenza territoriale. È cruciale che il medico di famiglia possa contare su linee di indirizzo nazionali sulle cure domiciliari e sulle linee di indirizzo locali con l’indicazione delle procedure per interfacciarsi ai centri e agli specialisti per l’invio del paziente attraverso riferimenti che siano diretti e certificabili. Serve chiarezza sul percorso che il paziente deve seguire per poter accedere alla somministrazione del farmaco- prosegue Maio - serve inoltre che siano indicate procedure codificate per la presa in carico e per l’integrazione con il centro indicato dalla regione come riferimento per il medico di famiglia». Il rischio, molto concreto, in assenza di queste procedure è di perdere la finestra temporale utile all’impiego dei monoclonali. 

"La recente Determina di AIFA sull’uso degli anticorpi monoclonali, - chiarisce infatti Walter Marrocco, responsabile scientifico FIMMG e Moderatore del Workshop - prevede la somministrazione il più precocemente possibile rispetto all'insorgenza dei sintomi, e comunque non oltre i dieci giorni dall'inizio degli stessi. Giustamente, la Determina prevede il pieno coinvolgimento della medicina generale nella selezione dei pazienti candidabili alla terapia, e la piena collaborazione tra i medici di medicina generale e i medici che operano nell'ambito delle strutture identificate a livello locale per la somministrazione. Avere linee guida e un percorso strutturato significa quindi determinate un invio appropriato del paziente dal punto di vista temporale, ma anche rispetto alla struttura individuata a livello aziendale per fornire la terapia, in attesa che la pratica dell’utilizzo di questi farmaci possa definirne profili di sicurezza per una partecipazione più diretta da parte del medici di medicina generale nei vari setting, incluso quello domiciliare. Auspichiamo che questa esperienza vada verso una più concreta integrazione tra Medicina Generale e Ospedale, base per sviluppare ulteriori progettualità"

 

 

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