Medicina generale, novità su formazione e continuità assistenziale

Medicina Generale | Redazione DottNet | 27/07/2022 18:54

Lo Smi incontra il sottosegretario Costa per affrontare i temi legati alla medicina territoriale e al problema degli organici

Il mondo della medicina generale è sicuramente in fermento. Gli occhi sono puntati sulla categoria, sia per la carenza di medici di famiglia, come evidenziato dal rapporto del Ministero, sia per il ruolo che riveste la figura nel futuro delle medicina territoriale. Intanto «Un primo passo determinante per arrivare finalmente alla pubblicazione del concorso, un segnale positivo di attenzione da parte delle Regioni e in particolare della Commissione Salute e del suo Presidente, l’assessore Donini. Ora, però, occorre andare spediti per recuperare i mesi di ritardo accumulati». Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, sottolinea con soddisfazione l’atto di approvazione del fabbisogno di medici di medicina generale da formare nel triennio 2022/2025 da parte della Commissione salute delle Regioni.

Proprio il tema della mancata definizione del fabbisogno del corso di formazione era stato trattato nella mattinata di martedì nel corso del più ampio e propositivo incontro che il segretario Scotti aveva avuto con il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, il coordinatore della Commissione Salute Raffaele Donini e gli assessori al bilancio Davide Carlo Caparini e Ettore Cinque.

«Nella convinzione che non si possa perdere altro tempo prezioso - dice Scotti - ho chiesto un’accelerazione dell’iter necessario alla pubblicazione del bando per il triennio 2022 - 2025». Approvato il fabbisogno, sta ora al Ministero della Salute formulare la proposta di riparto della disponibilità finanziaria per la copertura complessiva delle spese tra le Regioni, che verrà adottata poi in Conferenza Stato Regioni. Le Regioni potranno a quel punto bandire i singoli concorsi per l'ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale. Pubblicati tutti i bandi regionali, sarà il Ministero della Salute a pubblicare l’avviso nazionale con la data del concorso.

Da mesi Fimmg spinge per arrivare alla pubblicazione del bando che si sarebbe dovuto pubblicare a febbraio. «Continueremo a fare la nostra parte per sollecitare tutte le parti coinvolte - conclude Scotti - così da arrivare quanto prima al bando. Abbiamo già avuto contatti e assicurazioni di attenzione anche dal Ministro Speranza così da consentire l’accesso alla formazione specifica in medicina generale di quasi circa 2.800 nuovi colleghi, subito pronti a prendersi carico di 1.000 assistiti ciascuno con il supporto di un tutor, così come prevede la nuova normativa. L’approvazione del fabbisogno era essenziale, ma non possiamo fermaci qui se vogliamo fare in modo che sia rispettato il diritto costituzionale di ogni cittadino all’assistenza del medico di famiglia. Dobbiamo assolutamente ottenere un’accelerazione rispetto alle procedure e ai tempi ordinari che, tra bandi regionali e concorso, richiede normalmente circa 7 mesi. Non si può non considerare che in questo periodo il concorso per il corso di formazione non è più solo necessario per iniziare la formazione dei nuovi medici, ma di fatto rappresenta la risposta ai tanti sindaci, cittadini e territori che in carenza di medici di famiglia stanno chiedendo questa risposta assistenziale che rappresenta le fondamenta del nostro SSN».

Un'altra novità arriva dalla continuità assistenziale: "Ringraziamo l'onorevole Carnevali per l'attenzione che ci ha voluto prestare e per l'impegno con cui ha portato soluzione alle istanze proposte con questo provvedimento che, in un momento di estrema difficoltà per la carenza di medici aumenta la capacità assistenziale, contribuendo a portare una risposta ai cittadini che in molte regioni rischiano di restare senza il servizio di Continuità Assistenziale", aggiungono Silvestro Scotti e il Segretario Nazionale FIMMG Continuità Assistenziale Tommasa Maio. Il riferimento è all’approvazione dell’emendamento presentato dall’onorevole Carnevali al dl Semplificazioni, emendamento grazie al quale i medici di Continuità Assistenziale che settimanalmente devono garantire 24 ore di attività potranno avere fino a 850 assistiti. Un elemento che "diventa la base di partenza per i successivi Accordi integrativi regionali a garanzia della massimalizzazione dell’offerta assistenziale attraverso il Ruolo Unico".

Un emendamento che avrà un grande impatto sull’assistenza garantita ai cittadini, visto che saranno circa 7.300 i professionisti coinvolti. Un terzo dei medici di Continuità Assistenziale che oggi svolgono il doppio incarico di medico di famiglia e di continuità e che si erano visti ridurre dal recente ACN la possibilità di mantenere la piena copertura dell'attività oraria. "Nel contesto attuale – dice Tommasa Maio – che vede una forte carenza di medici di medicina generale, l'adozione di questo provvedimento, oltre a mantenere stabile l'offerta oraria (aumentando di 200 unità il numero di assistibili) garantirà potenzialmente l'assistenza di un medico di famiglia a 1.500.000 cittadini in più". Una norma che fornirà maggiori strumenti anche per affrontare la campagna vaccinale e le numerose richieste di prestazioni sanitarie che la pandemia ha costretto a rinviare. "Il nostro ringraziamento all’onorevole Carnevali – aggiunge Scotti – si estende a tutto il percorso compiuto in questi anni di impegno parlamentare, anni nei quali l’onorevole Carnevali è sempre stata vicina ai servizi di base e in particolare alla medicina di famiglia, alla guardia medica. Lo ha fatto con un’azione politica costante, propositiva sotto il profilo normativo anche con la stesura di emendamenti a difesa della professionalità dei medici".

Sulla materia si sta muovendo anche lo Smi: "Abbiamo incontrato il Sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, per affrontare i temi legati alla sanità e alle riforme previste per la medicina, nell’attuale fase politica. Carenza dei medici, specializzazione in medicina generale, tutele e pari opportunità, de burocratizzazione del lavoro medico. Sono questi temi trattati nell’incontro", dicono Pina Onotri Segretario Generale SMI e Cristina Patrizi, Segretario Regionale del Lazio SMI in una dichiarazione congiunta. "Tra il 2018 e il 2025, dei circa 105.000 medici specialisti attualmente impiegati nella sanità pubblica, ne potrebbero andare in pensione la metà (52.500), per il 2025 si prevede una importante carenza di circa 16.500 specialisti. Le borse di studio, anche le 2700 aggiunte ad aprile del 2022 per corsi specifici di medicina generale, non appaiono sufficienti a fronte dei prossimi pensionamenti che coinvolgeranno circa la metà della forza lavoro attualmente presente. Per queste ragioni sosteniamo la necessità di trasformare il Corso di Medicina Generale in Specializzazione a livello universitario con interazione con la medicina territoriale a livello pratico. Aumentare gli organici, aumentando le borse di studio con il corso di specializzazione universitario assumendo quindi i medici di medicina generale che non saranno solo formati ma specializzati e gli specialisti necessari a coprire i pensionamenti in area territoriale ed ospedaliera" continuano Onotri e Patrizi.

"Oggi la professione medica sta cambiando e la prevalenza delle donne medico risulta evidente in tutte le specializzazioni mediche. C’è bisogno, per questo, di una forte iniziativa per salvaguardare le donne medico. Occorre una policy adeguata a ridurre il divario di genere in tutte le aree che presentano maggiori criticità, come le opportunità di carriera, la parità salariale a parità di mansioni, le politiche di gestione delle differenze di genere e la tutela della maternità, tutte questioni che le donne medico di medicina generale e quelle ospedaliere e della dirigenza vivono sulla loro pelle".

"Continuano le grandi difficoltà in Italia nell’attuale fase della pandemia, per i medici di medicina generale, con una forte pressione e ritmi di lavoro inumami. A tutto questo si aggiunge il macigno della burocrazia collegata al Covid. Centinaia di telefonate arrivano ai medici di medicina generale senza contare i messaggi, mail, accessi a studio con un aumento vertiginoso in queste ultime settimane. Occorre, per questo, snellire tutto il carico, spesso improprio, di certificati di malattia, che necessita di una urgente revisione ed adeguamento alle modalità di teleconsulto e certificazione contumaciali. In questo modo i medici di famiglia, dalla gestione degli aspetti amministrativi e burocratici correlati al covid, possano dedicarsi esclusivamente all’assistenza dei pazienti ammalati non solo di covid".

 

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