
Laiga: "Se si vuole dare un concreto aiuto alla maternità dopo la nascita, sarebbe più sensato investire tali soldi per rimediare ai gravi tagli al personale sanitario degli ultimi anni"
“Laiga esprime profondo dissenso nei confronti dell’art. 44 bis capo 10 del titolo II emendamento al Pnrr (relativamente alla Legge 194), che rafforzerebbe l’introduzione in ambiente socio sanitario (consultorio od ospedale) di persone con nessuna qualifica né titolo scientifico, dando loro nella pratica nuove possibilità di intercettare le donne e le altre soggettività libere mentre usufruiscono del diritto alla salute, in violazione del diritto alla privacy”. È quanto si legge in una nota Laiga, Ginecologi e ginecologhe a tutela dell'applicazione della legge sull'aborto.
“Si ricorda inoltre che il consultorio, dove operano persone con competenze specifiche (assistenti sociali, psicologi e psicologhe, ostetrici e ostetriche, ginecologi e ginecologhe, infermieri e infermiere, pediatri e pediatre), ottemperando all’Art.
Si dissente altresì che, con un Ssn al collasso, i contributi del Pnrr vengano dirottati verso associazioni con nessuna competenza in campo socio sanitario, invece di essere impiegati per rafforzare le strutture valide già esistenti, che si stanno (a questo punto verrebbe da chiedersi: volutamente?) lasciando decadere. Se si vuole dare un concreto aiuto alla maternità dopo la nascita, sarebbe più sensato investire tali soldi per rimediare ai gravi tagli al personale sanitario degli ultimi anni che causano disservizi alla cittadinanza, oppure in servizi sociali, asili nido e lotta alla disoccupazione”, conclude la nota.
Dopo le reazioni all’intervista su “La Stampa”, il presidente FNOMCeO invia una lettera alla presidente FNOPI Mangiacavalli. Al centro il tema dell’equilibrio tra competenze in una fase di transizione del sistema sanitario.
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