Canali Minisiti ECM

Oncologo Casadei Gardini: Aumentano le diagnosi di colangiocarcinoma

Oncologia Redazione DottNet | 16/05/2024 15:47

"Grazie a capacità diagnostiche ma anche per un incremento di steatosi epatiche"

“Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento dei casi di colangiocarcinoma, in parte sia per un aumento della capacità diagnostiche che per un incremento di steatosi epatiche”. Lo ha detto Andrea Casadei Gardini, oncologo dell’Unità operativa di Oncologia medica dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e professore associato di Oncologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in occasione del media tutorial realizzato con Servier sulla frontiera più avanzata dell’oncologia di precisione, che si è tenuto questa mattina a Roma.

“Il colangiocarcinoma è un tipo di tumore primitivo del fegato, che fa registrare ogni anno circa 5.400 nuove diagnosi in Italia - spiega l’esperto - Si distingue in base alla sede d’insorgenza in intraepatico, se si sviluppa all’interno del fegato, ed extraepatico e della colecisti, se nasce dalle vie biliari extraepatiche. Ad oggi – continua – non vi sono metodi per la diagnosi precoce o test di screening di routine, in grado di identificare la malattia in fase iniziale, quando è ancora possibile l’intervento chirurgico. Per questo, il 70% dei pazienti presenta alla diagnosi una malattia già in fase avanzata”. La sopravvivenza a 5 anni è ancora bassa, pari al 17% negli uomini e al 15% nelle donne.

pubblicità

"Tuttavia, i recenti progressi nel campo della profilazione molecolare e nel sequenziamento genico - sottolinea Casadei Gardini - hanno evidenziato, anche in questa neoplasia, alterazioni genetiche, che possono rappresentare nuovi target terapeutici. Il 45% dei pazienti con colangiocarcinoma presenta un’alterazione genetica potenzialmente ‘actionable’, cioè bersaglio di terapie mirate. Le più frequenti nelle forme intraepatiche sono le mutazioni di Idh1, presenti in circa il 20% dei casi, e le traslocazioni di Fgfr2, rilevabili nel 10%". Rilevare la presenza delle mutazioni di Idh1 può fare la differenza sugli esiti della terapia.

"I test dovrebbero essere eseguiti in tutti i pazienti fin dall’inizio del percorso di cura, quindi anche nei pazienti candidati alla chirurgia, per l’elevata percentuale di recidive successive all’intervento e perché il fattore tempo svolge un ruolo cruciale nella gestione della patologia”, sottolinea Casadei Gardini. Studi clinici hanno dimostrato l’efficacia di terapie mirate in presenza di alterazioni genetiche. In particolare, ivosidenib è il primo inibitore mirato di Idh1 approvato in Europa per i pazienti con colangiocarcinoma localmente avanzato o metastatico con una mutazione (Idh1), precedentemente trattati con almeno una linea di terapia sistemica.

“Nello studio Claridhy pubblicato su ‘Jama Oncology’ - conclude Casadei Gardini - la nuova molecola ha evidenziato una riduzione del rischio di progressione di malattia del 63%. I benefici sono stati confermati anche in uno studio ‘real world’, che riproduce la pratica clinica quotidiana".


Commenti

I Correlati

Nel bilancio delle attività 2023: 141 progetti, di cui 31 europei e 110 nazionali; 835 pubblicazioni con un impact factor complessivo di 7916,00; 764 studi clinici attivi per un totale di 516.623 pazienti coinvolti

In occasione della Giornata Nazionale contro le leucemie AIL presenta cinque progetti di Ricerca Indipendente finanziati a SIE, SIES, GITMO, FIL e AIEOP

Fagioli (Ospedale Regina Margherita di Torino): “Oggi l’80% dei pazienti guarisce, ma necessaria attenzione agli adolescenti, che arrivano tardi alla diagnosi”

Primo in Italia e in Europa l’Istituto dei tumori di Napoli dà il via al progetto HVAS, innovativa iniziativa per diminuire i disagi ai pazienti portatori di picc, quel catetere che serve per iniettare nelle vene i medicinali delle chemio

Ti potrebbero interessare

Nel bilancio delle attività 2023: 141 progetti, di cui 31 europei e 110 nazionali; 835 pubblicazioni con un impact factor complessivo di 7916,00; 764 studi clinici attivi per un totale di 516.623 pazienti coinvolti

Presentato presso la Camera dei deputati un innovativo modello, sviluppato da C.R.E.A. Sanità con il contributo di Roche Italia, che valuta i costi-benefici e la sostenibilità dello screening polmonare nel nostro Paese

La Generazione X potrebbe registrare un aumento pro-capite dell'incidenza dei principali tipi di cancro maggiore rispetto a qualsiasi altro gruppo nato tra il 1908 e il 1964

Revisione su 42.500 pazienti: "In 7 di questi rilevata presenza costrutto Car, persone trattate vanno monitorate a vita"

Ultime News

Parere favorevole dalla Corte dei Conti ferma restando la necessità di una puntuale verifica in concreto della compatibilità normativa delle attività svolte nell’ambito dell’incarico assegnato

In Brasile, Gb,Usa. Per diabete e obesità ma usato per dimagrire

Studi Mnesys,obiettivo svelare meccanismi inediti delle malattie

Nuove prospettive per i pazienti, convegno organizzato da AbbVie