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Il cibo che mangiamo influenza i microrganismi intestinali

Nutrizione Redazione DottNet | 09/01/2025 10:54

Lo conferma uno studio pubblicato su Nature Microbiology

 Il cibo che mangiamo influenza i microrganismi intestinali. Lo conferma uno studio coordinato dal Dipartimento Cibio dell'Università di Trento e pubblicato sulla rivista Nature Microbiology. "Dal punto di vista del microbioma, quello che possiamo raccomandare in linea generale è che è importante assumere molti alimenti vegetali, soprattutto ricchi di fibre. E che è importante la diversità del cibo", spiega Nicola Segata, responsabile del laboratorio di metagenomica computazionale del Dipartimento Cibio dell'Università di Trento.   Il genetista ha coordinato una ricerca in collaborazione con il King's College di Londra per indagare i benefici di un certo regime alimentare in base al microbioma specifico di ogni persona o ogni gruppo di persone, in particolar modo per la salute cardiometabolica, la cosiddetta nutrizione di precisione.

   Sono stati raccolti campioni biologici di 21.561 partecipanti (vegani, vegetariani e onnivori) che vivono tra Stati Uniti, Regno Unito e Italia ed è stato scoperto che il modello dietetico ha una forte influenza sul microbioma intestinale e su specifici microbi intestinali che sono associati a una salute migliore.

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   Secondo la ricerca - sottolinea l'Università di Trento - i microbiomi nei soggetti onnivori mostrano una maggiore presenza di batteri associati alla digestione della carne, come l'Alistipes putredinis, coinvolto nella fermentazione delle proteine. Ma hanno più batteri "negativi", come il Ruminococcus torques e il Bilophila wadsworthia, associati a malattie infiammatorie intestinali e a un aumento del rischio di cancro al colon. I microbiomi di quelli vegani si differenziano per un numero maggiore di batteri coinvolti nella fermentazione delle fibre, come i Bacteroides e i Firmicutes, che aiutano a produrre acidi grassi a catena corta, come il butirrato. Questi composti hanno effetti benefici sulla salute intestinale, riducendo l'infiammazione e mantenendo un migliore equilibrio omeostatico con il nostro metabolismo e il sistema immunitario. Tra le persone vegetariane infine, la principale differenza rispetto a quelle vegane è la presenza di Streptococcus thermophilus, batterio che si trova principalmente nei prodotti lattiero-caseari, utilizzato nello yogurt.

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