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Insufficienza cardiaca cronica: gli effetti cardioprotettivi della dieta mediterranea.

Cardiologia
Scompenso Cardiaco

Abstract


L’insufficienza cardiaca (IC) è una patologia comune, soprattutto nei pazienti anziani, ed è associata a frequenti ricoveri ospedalieri. Studi precedenti hanno evidenziato che una dieta sana e bilanciata, a base di prodotti vegetali, è in grado di ridurre il rischio cardiovascolare; in particolare la dieta mediterranea è da tempo nota per i suoi effetti cardioprotettivi. Lo studio di Jiménez- Torres et al. si pone l’obiettivo di valutare se una maggiore aderenza alla dieta mediterranea sia correlata ad una minore gravità della malattia nei pazienti affetti da IC.

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L’insufficienza cardiaca (IC) è una condizione patologica in cui il cuore non è in grado di pompare una quantità adeguata di sangue per soddisfare le necessità dell’organismo. La prevalenza di questa malattia è stimata all’1-2% nella popolazione adulta dei paesi sviluppati ed aumenta progressivamente con l’età, superando il 10% nei pazienti > 70 anni. Oltre a essere una delle principali cause di ricovero ospedaliero, in particolare tra i pazienti over 65, l’IC è strettamente associata ad alti tassi di riospedalizzazione, spesso dovuti a una gestione inadeguata in seguito alla dimissione ospedaliera. È risaputo che un corretto stile di vita e una dieta sana e bilanciata giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella gestione di diverse patologie croniche. Studi precedenti hanno già messo in luce come una dieta basata sul consumo di prodotti vegetali sia associata ad un minor rischio di IC, contrariamente ad una dieta basata su un elevato consumo di carni rosse e lavorate, bevande zuccherate e farine raffinate.

In particolare, la dieta mediterranea, un modello nutrizionale ispirato alle tradizioni alimentari dei paesi del bacino Mediterraneo, è nota per i suoi effetti benefici sulla salute cardiovascolare. Diversi studi nel tempo hanno evidenziato che tale dieta è in grado di migliorare la prognosi nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. Tuttavia, le raccomandazioni precise riguardo agli effetti della dieta mediterranea sulla gestione dell’insufficienza cardiaca sono ancora in fase di definizione.

Lo studio di Jiménez-Torres et al., sulla base delle evidenze disponibili in letteratura circa gli effetti cardioprotettivi della dieta mediterranea, ha l’obiettivo principale di determinare se una maggiore aderenza a questo regime alimentare sia associata a una minore gravità dell’insufficienza cardiaca cronica. Per validare tale ipotesi lo studio ha valutato, nel gruppo di pazienti che hanno seguito una dieta mediterranea e nel gruppo di pazienti con un’alimentazione libera, i seguenti parametri:

  • numero di eventi cardiovascolari;
  • classificazione della patologia secondo la scala della New York Heart Association (NYHA);
  • concentrazioni plasmatiche dei biomarcatori sierici congestizi associati alla patologia (NTproBNP e CA125);
  • qualità della vita secondo la Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire (KCCQ).

Questo studio retrospettivo monocentrico è stato condotto presso l’Unità di Medicina Interna dell’Ospedale Virgen del Rocío di Siviglia. Sono stati inclusi pazienti con una diagnosi pregressa di insufficienza cardiaca, clinicamente stabili da almeno un mese dopo l’ultimo episodio di scompenso; contrariamente sono stati esclusi coloro che presentavano altre malattie croniche in stato avanzato o comunque non controllate.

Lo studio ha preso in considerazione un totale di 201 pazienti, di cui 129 sono stati esclusi per non aver soddisfatto i criteri di inclusione o per aver rifiutato la partecipazione. Alla fine sono stati, dunque, inclusi 72 pazienti, di cui 37 caratterizzati da una bassa aderenza alla dieta mediterranea e 35 con alta aderenza. L’età media dei partecipanti era di 81 anni e il 59,7% di essi erano donne. Le principali comorbidità associate all’insufficienza cardiaca erano diabete mellito di tipo II e insufficienza renale cronica.

I risultati suggeriscono che i pazienti con IC, che seguono una dieta mediterranea, presentano un profilo cardiaco migliore. In particolare, è stato osservato un minor numero di eventi cardiovascolari e livelli più bassi di biomarcatori sierici come NTproBNP in tali pazienti. NTproBNP è un marcatore strettamente legato sia alla mortalità che alla riospedalizzazione, quindi questi risultati potrebbero suggerire che un’alimentazione basata sui principi della dieta mediterranea possa essere un prezioso alleato anche durante la gestione del paziente con IC, riducendo il rischio di riammissione ospedaliera. Un altro aspetto rilevante messo in evidenza dal seguente studio riguarda la riduzione delle complicanze associate alla patologia. I pazienti che seguono la dieta mediterranea sembrano, infatti, avere un rischio inferiore di sviluppare patologie frequentemente legate all’insufficienza cardiaca, in particolare diabete mellito di tipo II e malattia renale cronica. I principali benefici cardiovascolari della dieta mediterranea derivano dall’elevato consumo di frutta, verdura, cibi ricchi di grassi monoinsaturi, olio extravergine d’oliva e noci, tutti alimenti propri di tale regime dietetico. Questi alimenti, infatti, contribuiscono a ridurre la resistenza insulinica, migliorare il controllo della glicemia, aumentare i livelli di colesterolo HDL, ridurre la pressione arteriosa e lo stress ossidativo.

In conclusione i risultati suggeriscono che un’elevata aderenza alla dieta mediterranea nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica possa migliorare il profilo cardiaco, favorendo la gestione clinica del paziente e, di conseguenza, anche l’impatto economico sul sistema sanitario. Sono necessarie, tuttavia, ulteriori studi clinici per confermare in definitiva tale ipotesi.


Referenze: 

Jiménez-Torres J. et al. The Influence of Adherence to a Mediterranean Diet on Decompensation in Patients with Chronic Heart Failure. Nutrients. 2024 doi: 10.3390/nu16193278.

Ghani U. et al. The Spectrum of Heart Failure Management. Cureus. 2023 Jun. doi: 10.7759/cureus.40587.

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