Canali Minisiti ECM

Trovate 380 mutazioni del Dna indispensabili a 13 forme di tumore

Oncologia Redazione DottNet | 18/02/2025 16:01

Evidenziano nuovi bersagli terapeutici per prevenirlo o fermarlo

Sono state identificate 380 mutazioni genetiche ereditarie indispensabili per sostenere la formazione e la crescita delle 13 più comuni forme di tumore. Grazie a questo risultato, pubblicato sulla rivista Nature Genetics, diventa possibile sia individuare nuovi bersagli  terapeutici per prevenire bloccare lo sviluppo dei tumori, sia aprire la via a test genetici mirati per valutare il rischio che un individuo ha di ammalarsi di tumore.

 Condotta dall'Università americana di Stanford, la ricerca restringe così il numero delle probabilità di sviluppare una forma di tumore: dalle migliaia di mutazioni legate a un aumento nel rischio finora note, il numero si è decisamente ristretto 380: quelle realmente importanti e direttamente responsabili della crescita incontrollata.

I ricercatori coordinati da Paul Khavari si sono concentrati sulle mutazioni che vengono ereditate dai genitori, anzichè su quelle che possono insorgere durante la vita di una persona, ad esempio a causa di errori nella riparazione del Dna.

pubblicità

Hanno quindi passato in rassegna oltre 4mila varianti genetiche trovate in centinaia di ricerche svolte finora. "Questa enorme mole di dati ci ha permesso di identificare 380 varianti che controllano l'espressione di uno o più geni associati al cancro", afferma Khavari. "Alcune di queste possono aumentare il rischio di sviluppare molti tipi di tumori".

Le varianti trovate non coinvolgono geni che codificano direttamente per proteine, ma si trovano invece in regioni regolatrici, che hanno il compito di controllare l'espressione di altri geni. Riguardano i meccanismi alla base della morte delle cellule, come queste interagiscono con l'ambiente circostante e il funzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche cellulari. Altre di queste varianti, che hanno sorpreso gli autori dello studio, coinvolgono invece i processi infiammatori dell'organismo. "Questa scoperta - conclude Khavari - suggerisce che potrebbe esserci un dialogo tra le cellule e il sistema immunitario, che guida l'infiammazione cronica e aumenta il rischio di cancro".

Commenti

I Correlati

In Italia vivono circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi oncologica. Crescono i bisogni assistenziali e il peso economico della presa in carico.

Farmindustria richiama il peso crescente dell’innovazione oncologica: quasi il 40% della pipeline globale riguarda i tumori. Crescono trial clinici, AI e telemedicina, mentre aumenta il numero di pazienti che convivono a lungo con la malattia

Presentato il 18° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici. Sotto accusa lo stallo del Piano oncologico nazionale e delle Reti oncologiche: “Disuguaglianze e liste d’attesa non si riducono senza governance”

Via libera alla Camera all’emendamento Cattoi: telemedicina estesa ai pazienti oncologici. Ora il passaggio al Senato

Ti potrebbero interessare

Al via la seconda edizione della campagna promossa da Daiichi Sankyo e AstraZeneca insieme alle associazioni pazienti. Al centro del progetto quattro parole chiave – ricerca, fiducia, percorso e relazione – per raccontare l’evoluzione della gestione

Nuove indicazioni rimborsate per l’inibitore di BTK di seconda generazione. Nella leucemia linfatica cronica il regime orale a durata fissa con venetoclax mantiene libero da ulteriori trattamenti quasi il 90% dei pazienti a tre anni.

La chirurgia senologica in anestesia loco-regionale si conferma un’opzione efficace anche nei pazienti fragili, favorendo recupero rapido e riduzione delle complicanze post-operatorie.

In Italia vivono circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi oncologica. Crescono i bisogni assistenziali e il peso economico della presa in carico.

Ultime News

Più letti