
Medicina estetica, vietare le immagini ritoccate da influencer e imporre maggiore trasparenza nella pubblicità
La morte della giovane donna deceduta dopo un intervento di chirurgia estetica nel Casertano, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Un dramma che impone una riflessione urgente: la sicurezza del paziente non si gioca solo in sala operatoria, ma comincia molto prima, nella comunicazione. È questo l’appello lanciato da ASSOMEDICOM – Associazione Italiana Medici e Comunicatori, nata per promuovere una comunicazione sanitaria etica, trasparente e deontologicamente corretta.
"Non basta che un medico sia qualificato: deve anche saper comunicare in modo responsabile", sottolinea Giancarlo Loiacono Bellavitis, Presidente di ASSOMEDICOM ed esperto di comunicazione medico-estetica. "Troppi pazienti si affidano a post sponsorizzati, testimonial improvvisati e promozioni aggressive. È inaccettabile che si possa promuovere un intervento chirurgico come se si vendesse uno shampoo. La salute non è un trend da inseguire."
ASSOMEDICOM propone l’adozione di una normativa nazionale sulla comunicazione sanitaria in medicina estetica, ispirata ai modelli già in vigore in Francia e Norvegia, che vietano l'uso di immagini ritoccate da influencer e impongono maggiore trasparenza nella pubblicità.
"L’Italia – afferma Loiacono – è pronta per una riforma che tuteli i pazienti anche fuori dalla sala operatoria. Chiediamo l'apertura di un tavolo con Ministero della Salute, Ordini dei Medici e società scientifiche per definire una linea guida unitaria. ASSOMEDICOM è pronta a fare da garante e mettere a disposizione competenze, dati e strumenti concreti."
ASSOMEDICOM non si limita a lanciare l’allarme: ha già avviato progetti strutturati per una comunicazione etica e responsabile nell’ambito della medicina-estetica:
"La tragedia di Caserta non deve restare solo un fatto di cronaca. Deve diventare il punto di partenza per un cambiamento strutturale nella cultura della comunicazione sanitaria. La tutela del paziente comincia anche dalla qualità e onestà dell’informazione a cui è esposto." conclude Loiacono.
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