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Schillaci, turni di 12 ore per i medici di famiglia nelle Case di Comunità. Maggiori risorse nel 2026

Medicina Generale Redazione DottNet | 27/08/2025 15:45

L’obiettivo è assicurare l’apertura delle nuove Case di Comunità per tutta la settimana

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un videomessaggio inviato al Meeting di Rimini durante il panel “La salute un bene per tutti”, ha annunciato la disponibilità dei medici di base a garantire turni fino a dodici ore al giorno, affiancati da specialisti e altri professionisti sanitari. L’obiettivo è assicurare l’apertura delle nuove Case di Comunità per tutta la settimana.

Secondo Schillaci, il rafforzamento dell’assistenza sul territorio rappresenta una priorità strategica, soprattutto per evitare che si ampli il divario tra i sistemi sanitari regionali. Ha ricordato come, nella fase iniziale del Pnrr, si sia puntato soprattutto sulle infrastrutture, senza affrontare in modo adeguato il tema del personale.

“Strutture senza medici e senza il coinvolgimento dei medici di famiglia rischiano di rimanere inefficaci”, ha sottolineato. Inoltre, con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche, l’immagine del medico di base che opera da solo non corrisponde più ai bisogni di una sanità moderna. Il ministro ha poi anticipato l’arrivo di nuove risorse: “Con la prossima legge di Bilancio ci saranno ulteriori fondi per il 2026, che andranno ad aggiungersi ai quattro miliardi già stanziati. Serviranno per affrontare le principali emergenze: carenza di personale, retribuzioni, liste d’attesa e il sovraccarico dei pronto soccorso”.

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Un altro punto chiave toccato da Schillaci è la necessità di ridurre le differenze territoriali: “Il Servizio sanitario nazionale procede a velocità diverse, con regioni più efficienti e altre in maggiore difficoltà. Resta però un modello unico a livello internazionale, sia per l’universalità dell’accesso sia per la qualità delle cure”. Il ministro ha ricordato che il suo dicastero ha già adottato provvedimenti per garantire cure uniformi in tutto il Paese, sottolineando che non bastano le risorse economiche, ma occorre anche la capacità di applicare correttamente le norme e sfruttare i fondi disponibili. Infine, ha lanciato un appello a rendere il Servizio sanitario nazionale più attrattivo, soprattutto nelle discipline meno scelte dai giovani. Tra queste ha citato l’emergenza-urgenza, l’anatomia patologica e la radioterapia, settori che scontano criticità legate non solo a stipendi e prospettive di carriera, ma anche a condizioni di lavoro difficili, comprese le aggressioni agli operatori.

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