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Locatelli, riforma per una vera integrazione sociosanitaria

Sanità pubblica Redazione DottNet | 27/08/2025 19:15

"Non solo cure, serve vicinanza umana a chi vive la disabilità"

"C'è ancora tanto da fare nell'offrire cure e servizi adeguati a tutti i livelli, nazionale, regionale e locale. Quello che vogliamo fare è superare le frammentazioni per cui si pensa che se hai una malattia hai bisogno solo di cure. Sei una persona, e hai bisogno di tutto". Lo ha detto la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli al Meeting di Rimini, nel corso di un incontro con i genitori di Sammy Basso, il ragazzo e attivista affetto da progeria scomparso lo scorso anno.    "L'integrazione sociosanitaria non è stata davvero raggiunta - ha detto ancora la ministra - e io voglio che insieme andiamo a cambiare questa mentalità, anche di chi opera nei servizi.

A volte le persone ricevono le diagnosi e sono da sole. Questo non è ammissibile". La ministra ha sottolineato l'importanza della ricerca: "Ho incontrato tantissime famiglie colpite da malattie rare: mi ha colpito quanto per loro sia importante sapere cosa ha loro figlio. Dopo le diagnosi hanno affrontato diversamente". "Qualcosa sta cambiando e questo mi incoraggia. Abbiamo in corso una riflessione.

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C'è bisogno di umanità anche nelle situazioni più complesse. Ogni persona ha bisogno di sentire vicino qualcuno. Nella vicinanza e nell'umanità di un gesto puoi trovare un conforto. Questo succede a tutti e non può essere negato o tolto a nessuno. Bisogna fare di più nelle case, nei servizi, negli ospedali, per superare l'idea un po' vecchia perchè nasce dai servizi nati 40-50 anni fa, in cui le idee erano differenti e c'erano necessità differenti. Lo sguardo oggi va oltre, nella direzione di tenere insieme sia la cura e la presa in carico sociosanitaria e anche la dimensione relazionale e sociale".     "Prima le persone con disabilità non uscivano di casa - ha concluso Locatelli - oggi ci sono persone con gravissime situazioni che viaggiano, vanno in vacanza, hanno una vita che vuole essere come tutti gli altri, così come dice la convenzione Onu, che per noi è legge da 16 anni, anche se qualcuno pensa ogni tanto sia solo un manualetto. Tutti i suoi principi cardine dovrebbero essere implementati. Un po' più velocemente, se ci riusciamo".

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