|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Tumori: + 230 trial in corso sui vaccini mRNA: la ricerca rischia lo stop per i tagli USA

Tumori: oltre 230 sperimentazioni in corso su vaccini mRNA, la ricerca rischia uno stop per i tagli USA. Ascierto: “Servono investimenti, per Italia ed Europa occasione da non perdere”.
Oncologia

L’interesse scientifico per i vaccini a mRNA in oncologia continua ad essere in costante crescita e la ricerca prosegue, superando ampiamente le prime fasi precliniche. Il possibile e non troppo lontano rallentamento dei finanziamenti americani, spinge l’Europa e l’Italia, a valorizzare le proprie eccellenze con maggiori investimenti.

Dal melanoma ai tumori del polmone, della prostata, del pancreas, del seno fino al cancro ai reni, alla vescica e tanti altri ancora. Nel mondo sono attualmente in corso 230 sperimentazioni dedicate allo sviluppo di vaccini e terapie a base di mRNA, contro 20 tipi di tumore. L’oncologia si conferma, senza dubbi, l’ambito terapeutico in cui la ricerca sull’mRNA sta avanzando in modo rapido e concreto, seguita a distanza dalle malattie infettive, per le quali risultano operativi circa 120 studi.

Questo continuo progresso potrebbe, però, subire un brusco e dannoso rallentamento a causa dei tagli ai finanziamenti decisi dall’amministrazione Trump: nei primi tre mesi del 2025 il National Cancer Institute ha visto ridurre del 31% il proprio budget. Sono, inoltre, stati annunciati lo stop a 22 progetti dedicati allo sviluppo dei vaccini a mRNA , per un valore complessivo di 500 milioni di dollari. Questa decisione è accompagnata da un evidente scetticismo nei confronti di questa tecnologia. Proprio in questo scenario l’Europa, e in particolare l’Italia, potrebbe proporsi come nuovo punto di riferimento internazionale. Questo uno dei temi al centro del confronto tra gli esperti riuniti a Napoli per la XVI edizione del Melanoma Bridge e l’XVI edizione dell’Immunotherapy Bridge dal 3 al 6 dicembre 2025.

pubblicità

"L’interesse scientifico per i vaccini a mRNA in oncologia è in forte crescita" dichiara Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli, presidente della Fondazione Melanoma Onlus e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli. Questi vaccini non mirano unicamente a prevenire il cancro ma a "istruire" il sistema immunitario a individuare ed eliminare le cellule tumorali. Il loro scopo? Agire come terapie complementari o adiuvanti dopo l’operazione chirurgica, contribuendo a ridurre in modo significativo il rischio di una recidiva.

Gli mRNA in arrivo

La ricerca prosegue a gamba tesa ed è ben oltre le fasi precliniche grazie alla crescita di progetti concreti. Tra gli esempi in dirittura d’arrivo, il vaccino a mRNA per il melanoma di Moderna e Merck. "Siamo alle battute finali dello studio clinico di fase III – riferisce Ascierto, il primo a dare il via a questa sperimentazione in Italia –. I risultati finali sono attesi per l’anno prossimo, ma i dati preliminari sono molto promettenti: sembra infatti che il vaccino, in combinazione con l’inibitore dei checkpoint immunitari pembrolizumab, sia in grado di migliorare la sopravvivenza nei pazienti dopo la resezione chirurgica del tumore".

Da tenere in alta considerazione lo studio di fase III, condotto da MSD E Moderna, contro il cancro ai polmoni. Come nel caso precedente, anche in questo caso il vaccino a mRNA viene somministrato in combinazione al pembrolizumab. Diversamente, il vaccino a m RNA BNT-122 di BioNtech dedicato alla prevenzione delle recidive del cancro al pancreas è in fase II. Su Nature, proprio in merito a questo, è stato pubblicato a febbraio uno studio. Quest’ultimo ha dimostrato che il vaccino personalizzato riduce notevolmente il rischio di recidive della malattia anche dopo l’intervento chirurgico. Lo studio si è basato su 16 pazienti con 3 anni di follow-up. Per quanto riguarda gli altri vaccini a mRNA si parla, per il momento, ancora di una fase iniziale di sviluppo.

Un esempio concreto, nel maggio 2024, il Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito ha selezionato partecipanti per uno studio clinico personalizzato, proprio su un vaccino a m RNA contro il cancro del colon-retto.

 Le altre novità

Il futuro porterà innovazioni importanti anche sul fronte della facilità di somministrazione dei farmaci immunoterapici, come le formulazioni sottocutanee di nivolumab. "L’equivalenza dell’efficacia terapeutica nelle modalità di somministrazione sottocute è ampiamente dimostrata, e non solo in oncologia – spiega Ascierto –. Parliamo di una piccola iniezione che dura solo pochi minuti al mese, ma con tutta la sicurezza della gestione ospedaliera e monitorata del trattamento. Questo segnerà un netto miglioramento della qualità di vita del paziente oncologico". Sono inoltre incoraggianti i primi dati relativi al primo vaccino "fisso", più facile ed economico da produrre rispetto a quelli personalizzati, progettato per colpire un set di quattro antigeni presenti nella maggior parte dei melanomi. In un recente studio guidato dal professor Ascieto, il vaccino fisso BNT111 ha dimostrato la capacità di raddoppiare il tasso di risposta nei pazienti con melanoma avanzato e resistenti a più terapie standard, sia in combinazione con l’immunoterapia (cemiplimab) sia in monoterapia. "Infine, molto positivi sono i risultati degli studi sulle cosiddette 'T-cell engagers', un tipo di immunoterapia che sfrutta i linfociti T per attaccare le cellule tumorali, agendo come una sorta di 'ponte' tra le due cellule - spiega Ascierto -. Funzionano legandosi simultaneamente alle cellule T e a un antigene tumorale specifico, attivando così le cellule T per distruggere il tumore. Sono già efficaci in alcuni tumori del sangue, nel melanoma uveale e sono in fase di studio per i tumori solidi".

 Gli investimenti

Mentre la scienza celebra i primi anni cruciali però, un’ombra subentra a gamba tesa sulla ricerca. "I tagli ai finanziamenti negli Stati Uniti minacciano di rallentare quella che è stata definita una delle vie terapeutiche più promettenti del secolo – evidenzia Ascierto –. In questo contesto potrebbe aprirsi una finestra di opportunità strategica per l’Europa, e in particolare per l’Italia: di fronte a un potenziale rallentamento della ricerca americana, i Paesi europei possono cogliere l’occasione per rafforzare il loro ruolo ed entrare a pieno titolo come nuovo polo di riferimento globale in questa tecnologia salvavita. L’Italia vanta una straordinaria qualità della ricerca e dei suoi ricercatori, contesi in tutto il mondo: stabilizzando e aumentando i finanziamenti pubblici e privati, potrebbe attrarre investimenti e startup biotecnologiche che vedono incertezza oltreoceano".

Un aspetto è ad ogni modo chiaro, la ricerca continua e costante sui vaccini oncologici è fondamentale non solo per la salute ma anche per la centralità e il progresso tecnologico e industriale. "Investire ora in centri di ricerca d’eccellenza, come quelli già presenti in Italia, permetterebbe di capitalizzare sul know-how sviluppato durante la pandemia e assicurare l’accesso prioritario a queste terapie future – conclude Ascierto –. L’Europa e l’Italia hanno l’opportunità unica di dimostrare che la ricerca scientifica e l’innovazione medica possono essere sostenute con rigore e distacco dalle tensioni politiche, cementando il proprio ruolo di leader nell’immunoterapia oncologica del futuro".

Guarda l’intervista ad Ascierto.

Oncologia
Commenti

I Correlati

Melanoma, vaccino a mRNA “fisso” raddoppia le speranze nei pazienti più gravi
Oncologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Tumore del pancreas localmente avanzato: il dispositivo Optune Pax ottiene il marchio CE dopo i risultati positivi dello studio PANOVA-3
Oncologia
Tumore del pancreas localmente avanzato: il dispositivo Optune Pax ottiene il marchio CE dopo i risultati positivi dello studio PANOVA-3
La certificazione europea apre la strada all'utilizzo del sistema basato sui Tumor Treating Fields in associazione alla chemioterapia. Lo studio registrativo evidenzia un beneficio in sopravvivenza e un ritardo nella progressione del dolore.
Tumori ereditari, AIOM pubblica le prime linee guida italiane: focus su diagnosi precoce, test genetici e prevenzione
Oncologia
Tumori ereditari, AIOM pubblica le prime linee guida italiane: focus su diagnosi precoce, test genetici e prevenzione
Ogni anno oltre 26mila diagnosi sono legate a sindromi genetiche predisponenti. Il nuovo documento dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica coinvolge per la prima volta anche le associazioni dei pazienti e punta a uniformare i percorsi assisten
Tumore del rene, cure sempre più personalizzate: meno invasività e maggiore attenzione alla qualità di vita
Oncologia
Tumore del rene, cure sempre più personalizzate: meno invasività e maggiore attenzione alla qualità di vita
Dalle terapie innovative alla chirurgia conservativa, cambia l’approccio al carcinoma renale. Al centro non solo il controllo della malattia, ma anche il benessere fisico ed emotivo del paziente.
Tumore ovarico platino-resistente: AIFA approva la rimborsabilità di mirvetuximab soravtansine, nuova frontiera della medicina di precisione
Oncologia
Tumore ovarico platino-resistente: AIFA approva la rimborsabilità di mirvetuximab soravtansine, nuova frontiera della medicina di precisione
L’anticorpo farmaco-coniugato è il primo trattamento della sua classe disponibile e rimborsato in Italia per le pazienti con elevata espressione del recettore alfa dei folati (FRα). Gli esperti evidenziano un miglioramento della sopravvivenza e un im

Siamo oltre 150.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.

Lorem Ipsum dolor sit amet faucibus in tincidunt.

Lorem Ipsum dolor sit amet

Lorem Ipsum dolor sit amet consectetur.