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ENPAM: le previsioni per il 2026. Stime in rosso, ma con cauto ottimismo

Previdenza Redazione DottNet | 09/01/2026 16:25

Il bilancio di previsione approvato evidenzia un disavanzo previsto di oltre 430 milioni di euro, ma con ottimismo per il futuro grazie a strategie di gestione e possibili correttivi.

L’Assemblea Nazionale Enpam di fine novembre scorso ha approvato il bilancio di previsione per il 2026, dal quale possono trarsi indicazioni interessanti per il futuro dell’Ente dei medici e degli odontoiatri italiani.

Il disavanzo previsto per l’anno appena iniziato supera i 430 milioni di euro. Viene tuttavia sottolineato che le previsioni sono state effettuate secondo il principio della prudenza. I risultati reali potrebbero essere migliori e saranno riscontrati nei successivi documenti contabili.

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Spicca il dato previsto per la gestione previdenziale, che potrebbe avere un saldo negativo per circa 1 miliardo di euro, a fronte di entrate contributive per circa 3 miliardi e 700 milioni e uscite per prestazioni di circa 4 miliardi e 700 milioni. La previsione del saldo previdenziale 2026 tiene conto della cosiddetta gobba previdenziale: le uscite per pensioni potrebbero essere molto alte, perché è elevato il numero di iscritti che hanno raggiunto i requisiti per il pensionamento.

Nel dettaglio, la spesa per previdenza ed assistenza nel 2026 è prevista in aumento del 12,01% rispetto al preconsuntivo 2025. Ciò in funzione del previsto aumento del numero dei pensionati, ma anche dell’incremento degli importi che si stima di erogare per le prestazioni assistenziali (+ 33,96%). Interessante comunque notare che, dopo il picco di crescita registrato fino al 2021, il numero delle nuove pensioni ordinarie si è stabilizzato.

I vertici dell’Ente confidano tuttavia che i risultati possano essere molto più confortanti: sul versante delle entrate perché la ratifica imminente delle convenzioni per il triennio 2022-2024 dovrebbe portare, oltre agli incrementi tabellari, anche un interessante conguaglio contributivo; sul versante delle uscite perché, alla luce delle convenienti condizioni economiche (su stipendio e pensione) per il trattenimento in servizio, è probabile che molti professionisti in possesso dei requisiti decidano di posticipare la data di pensionamento.

Il saldo della gestione patrimoniale dovrebbe vedere un attivo di circa 690 milioni. Nel documento contabile, si specifica che questo risultato non tiene conto di eventuali riprese di valore e di svalutazioni, che potranno emergere solo alla chiusura dell’esercizio, quando si avranno tutti i dati definitivi.

Nel conteggio dei proventi della gestione patrimoniale sono stati considerati, per il settore immobiliare e dei beni reali, i dividendi dei Fondi immobiliari comunicati dalle rispettive società di gestione; per il settore finanziario, i componenti positivi con il requisito della più che probabile realizzazione (cedole e dividendi). In base al principio della prudenza, sono state escluse dalla valutazione le voci che derivano dalla fluttuazione dei prezzi di mercato e dei cambi; esse, come già anticipato, saranno considerate solo in sede di consuntivo.

Per il funzionamento della macchina amministrativa sono stati stimati costi per circa 83 milioni di euro, ed altri 40 milioni sono stati accantonati per coprire eventuali ulteriori esigenze, allo stato non prevedibili: se non utilizzati, diverranno un’economia di bilancio a chiusura dell’esercizio.

Nel 2026 l’Enpam prevede di investire circa 900 milioni di euro, di cui circa 280 in fondi immobiliari ed infrastrutturali e circa 535 in ambito finanziario.

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