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Fibromialgia, dopo il riconoscimento nei Lea nasce il gruppo di lavoro CReI-Simfer

Società scientifiche Redazione DottNet | 15/01/2026 11:36

Dalla Legge di Bilancio alla pratica clinica: reumatologi e fisiatri costruiscono un modello integrato di presa in carico

Il recente inserimento della fibromialgia nel perimetro dei Livelli essenziali di assistenza, confermato con un emendamento alla Legge di Bilancio, inizia a produrre i primi effetti sul piano organizzativo e clinico. In questo contesto si colloca la nascita del Gruppo di lavoro intersocietario sulla fibromialgia promosso da Collegio Reumatologi Italiani (CReI) e Società italiana di Medicina fisica e riabilitativa (Simfer), presentato oggi con un comunicato congiunto.

L’obiettivo dichiarato è costruire un network collaborativo stabile tra reumatologi e fisiatri, capace di tradurre il riconoscimento formale della patologia in percorsi assistenziali concreti, continuativi e appropriati sul territorio.

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Dal riconoscimento normativo alla presa in carico reale

L’inserimento della fibromialgia nei Lea rappresenta un passaggio rilevante sul piano dei diritti, ma apre anche una fase più complessa: quella dell’applicazione uniforme e sostenibile nei diversi contesti regionali. È su questo terreno che si colloca l’iniziativa CReI-Simfer, che mira esplicitamente a monitorare l’attuazione dei Lea e a evitare che il riconoscimento resti confinato a un piano formale.

Secondo Daniela Marotto, past president CReI, la collaborazione tra le due società scientifiche nasce proprio da questa esigenza: trasformare il riconoscimento istituzionale in capacità diagnostica diffusa, appropriatezza terapeutica e continuità assistenziale. In particolare, la relazione strutturata tra reumatologia e medicina riabilitativa viene indicata come strategia fondamentale per superare approcci frammentati, ancora frequenti nella gestione della fibromialgia.

Un modello intersocietario per una condizione complessa

Il Gruppo di lavoro CReI-Simfer è il primo network collaborativo formalizzato in Italia dedicato alla fibromialgia. Promosso dai vertici delle due società scientifiche, nasce a valle di un confronto avviato durante l’ultimo congresso Simfer e prevede riunioni mensili, attività formative congiunte e la produzione di documenti condivisi.

Tra gli obiettivi operativi figurano l’aggiornamento continuo sulle evidenze scientifiche, l’identificazione delle best practice cliniche, il supporto alle istituzioni nazionali e regionali e la definizione di percorsi integrati di presa in carico. Un impianto che riflette la natura stessa della fibromialgia, condizione che richiede un approccio multidisciplinare e una lettura non riduzionista del dolore cronico.

Il ruolo della riabilitazione nella gestione della fibromialgia

Dal punto di vista della medicina fisica e riabilitativa, la fibromialgia impone un cambio di prospettiva. Come sottolineato dal presidente Simfer Giovanni Iolascon, il fisiatra contribuisce in modo determinante all’inquadramento dei bisogni funzionali, alla gestione del dolore cronico, alla promozione dell’esercizio terapeutico adattato e all’educazione del paziente.

La collaborazione strutturata con la reumatologia consente di costruire percorsi condivisi e di garantire maggiore appropriatezza e sostenibilità, evitando interventi discontinui o non coordinati che rischiano di aggravare la cronicità del disturbo.

Una patologia riconosciuta, una sfida ancora aperta

La fibromialgia è una sindrome dolorosa cronica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento, disturbi del sonno e alterazioni cognitive, legata a una disregolazione dei meccanismi centrali di elaborazione del dolore. La diagnosi è clinica e il trattamento richiede l’integrazione di interventi farmacologici, riabilitativi, educativi e psicologici.

Il riconoscimento nei Lea e l’avvio di un gruppo di lavoro intersocietario segnano un passaggio importante, ma la sfida resta quella dell’attuazione: garantire che il diritto diventi accesso reale e che la presa in carico sia effettivamente centrata sulla persona, e non solo sulla prestazione.

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