
La proposta di una Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma è un passo avanti, ma secondo Paolo Ascierto la prevenzione deve diventare strutturale e continua.
L’istituzione di una Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma rappresenta "un segnale positivo", ma rischia di rimanere insufficiente se non accompagnata da interventi strutturali. A sottolinearlo è Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli.
Il disegno di legge, già approvato dalla Camera, sarà all’esame del Senato nella seduta di domani, dopo che la Commissione competente ha concluso l’iter istruttorio.
Il limite di una prevenzione concentrata in un solo giorno
Secondo Ascierto, il rischio principale è che la prevenzione venga confinata a un momento simbolico. "Il rischio è che l’attenzione si concentri in un solo giorno all’anno", spiega, mentre la diagnosi precoce e le visite di controllo dovrebbero essere garantite in modo continuativo.
"La prevenzione del melanoma – sottolinea – richiede un cambio di passo: deve diventare una pratica stabile del sistema sanitario, non un’iniziativa episodica".
Screening mirato per le categorie ad alto rischio
L’integrazione del melanoma nei programmi strutturati di screening è, secondo l’oncologo, un obiettivo realistico se indirizzato alle fasce di popolazione più esposte. "Non è sostenibile uno screening esteso a tutta la popolazione, ma è possibile e necessario attivarlo per le categorie a più alto rischio", chiarisce.
Tra queste rientrano le persone con familiarità per il melanoma, i soggetti con fototipo chiaro, chi presenta un numero elevato di nei o altri fattori di rischio noti, già identificati nelle linee guida cliniche.
Aumento delle diagnosi e ruolo della diagnosi precoce
L’incremento delle diagnosi osservato negli ultimi anni viene letto da Ascierto anche come un segnale positivo. "Si controlla di più e quindi si diagnostica prima", afferma, evidenziando come la maggiore attenzione alla prevenzione abbia contribuito a intercettare la malattia in fasi più precoci.
Un lavoro che, ricorda, la Fondazione Melanoma porta avanti da anni attraverso iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sul territorio.
Dalla giornata simbolica alla sanità pubblica
"La legge non scopre il problema, ma può contribuire a rafforzare il ruolo delle istituzioni", conclude Ascierto. "È un buon inizio, ma la prevenzione del melanoma deve diventare parte integrante delle politiche di sanità pubblica e non fermarsi a una ricorrenza simbolica".
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