
Presenza femminile al 50% e politiche di conciliazione vita-lavoro
Abiogen Pharma ha ottenuto la certificazione per la parità di genere in conformità allo standard nazionale di riferimento, a esito di un processo di audit volto a valutare politiche aziendali, processi interni e indicatori di performance legati all’equità e all’inclusione.
Un modello organizzativo basato su equità e welfare
L’azienda farmaceutica pisana presenta una composizione dell’organico equilibrata, con una presenza femminile pari al 50 per cento. Un dato che si inserisce in un modello organizzativo costruito nel tempo, fondato su politiche strutturate di welfare aziendale, conciliazione tra vita professionale e privata e percorsi di crescita orientati al merito.
Secondo Massimo Di Martino, presidente di Abiogen Pharma, "la valorizzazione delle persone, indipendentemente dal genere, rappresenta un fattore strategico per la crescita sostenibile dell’azienda e per la qualità dei processi decisionali, in un settore ad alta intensità di competenze come quello chimico-farmaceutico".
Parità di genere come leva di competitività
La certificazione si inserisce in un percorso più ampio di attenzione ai temi della diversità e dell’inclusione, parte integrante delle strategie aziendali in ambito ambientale, sociale e di governance. Il sistema adottato prevede una struttura documentale formalizzata e un monitoraggio continuo degli indicatori previsti dalla normativa.
Per Andrea Madonna, presidente dell’Unione Industriale Pisana, "la parità di genere non è solo un valore etico, ma rappresenta oggi un pilastro della competitività industriale. Investire nell’inclusione significa promuovere un modello di impresa moderno, capace di generare valore sociale e innovazione".
Il riconoscimento conferma il posizionamento di Abiogen su modelli organizzativi orientati alla sostenibilità e alla qualità del capitale umano, in linea con le trasformazioni in atto nel settore farmaceutico e nei sistemi di governance aziendale.
Il pharma in prima fila sulla parità di genere
La (buona) notizia non è di per sé una sorpresa assoluta: il settore farmaceutico - in Italia e all’estero - si distingue per una presenza femminile significativa e per politiche interne orientate a inclusione e conciliazione lavoro-vita, che vanno oltre la media manifatturiera nazionale.
Secondo dati di settore, nelle imprese farmaceutiche italiane circa il 45% degli addetti è donna, con una quota ancora più alta nella ricerca e sviluppo e una consistente rappresentanza anche tra i quadri e dirigenti under 35. Il divario retributivo di genere nel settore è inferiore a quello della media manifatturiera, indicando una maggiore equità salariale rispetto ad altri comparti industriali.
Una parte rilevante delle aziende del farmaco ha già ottenuto la certificazione della parità di genere o è in procinto di acquisirla, e molte adottano strumenti di welfare avanzati, come flessibilità di orario, servizi di conciliazione e benefit legati alla genitorialità. In questo quadro, la certificazione non è solo un riconoscimento formale, ma riflette modelli organizzativi che cercano di valorizzare competenze e talenti in un settore dove attrarre e trattenere professionalità qualificate resta una sfida costante.
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