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Microcitoma in stadio esteso: via libera AIFA a una nuova immunoterapia di prima linea

Oncologia Redazione DottNet | 09/02/2026 11:59

Serplulimab entra nella pratica clinica italiana: dati a lungo termine mostrano un beneficio duraturo su sopravvivenza e controllo della malattia nel tumore del polmone a piccole cellule

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato la rimborsabilità di serplulimab per il trattamento di prima linea del carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso nei pazienti non precedentemente trattati. Si tratta del primo anticorpo anti-PD-1 approvato in Europa per questa indicazione e reso accessibile nel Servizio sanitario nazionale.

La decisione regolatoria si basa principalmente sui risultati dello studio ASTRUM-005, trial di fase III, randomizzato, multicentrico e controllato con placebo, che ha valutato l’aggiunta di serplulimab alla chemioterapia standard in 585 pazienti con microcitoma in fase avanzata. Dopo un follow-up di quattro anni, il trattamento combinato ha dimostrato un miglioramento clinicamente rilevante degli outcome di efficacia rispetto alla sola chemioterapia.

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In particolare, l’impiego dell’immunoterapia ha determinato una riduzione del rischio di morte pari al 40%, con un prolungamento mediano della sopravvivenza globale di 4,7 mesi. Anche il controllo della malattia è risultato superiore: il rischio di progressione si è ridotto del 53% e la sopravvivenza libera da progressione è aumentata rispetto al braccio di controllo (5,8 mesi contro 4,3). A quattro anni, oltre un paziente su cinque risultava ancora in vita.

Il carcinoma polmonare a piccole cellule rappresenta circa il 15% di tutte le neoplasie polmonari ed è caratterizzato da un’elevata aggressività biologica e da una diagnosi spesso tardiva. Nella maggioranza dei casi la malattia è già diffusa al momento dell’esordio clinico, con opzioni terapeutiche storicamente limitate e prognosi sfavorevole.

L’introduzione dell’immunoterapia ha progressivamente modificato lo scenario terapeutico. Serplulimab, grazie al suo meccanismo di inibizione del checkpoint PD-1, favorisce una riattivazione più ampia della risposta immunitaria antitumorale, bloccando l’interazione con entrambi i ligandi PD-L1 e PD-L2. Negli studi clinici il trattamento ha mostrato anche un profilo di tollerabilità gestibile, in linea con quanto osservato per altri farmaci della stessa classe.

A rafforzare l’evidenza clinica contribuiscono inoltre due metanalisi indipendenti condotte su oltre 3.000 pazienti, che confermano il vantaggio in termini di sopravvivenza e riduzione del rischio di progressione quando serplulimab viene associato alla chemioterapia.

L’approvazione apre ora la strada a un accesso più omogeneo a una nuova strategia terapeutica in un ambito oncologico ancora caratterizzato da importanti bisogni clinici insoddisfatti.

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