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Salute globale, Ue investe 700 milioni nel Global Fund e rafforza la lotta all’antibiotico-resistenza

Istituzioni Redazione politico sanitaria | 08/04/2026 16:11

Dalla Commissione europea nuovi investimenti su HIV, tubercolosi e malaria e sulla resistenza antimicrobica. Verso una strategia globale più strutturata.

L’Unione europea rilancia il proprio ruolo nella salute globale con un pacchetto di investimenti che punta su malattie infettive, resistenza antimicrobica e ricerca, in un quadro sempre più orientato alla sicurezza sanitaria e alla resilienza dei sistemi.

Ad annunciarlo è il commissario europeo per i partenariati internazionali, Jozef Síkela, intervenuto al One Health Summit di Lione, sottolineando l’impegno dell’Ue a "rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari a livello globale" e a mantenere una posizione di leadership nella cooperazione internazionale.

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700 milioni al Global Fund: continuità e leadership europea

La quota principale riguarda il Global Fund, per il quale la Commissione intende impegnare complessivamente 700 milioni di euro nell’ambito dell’ottavo rifinanziamento.

Le risorse sosterranno i programmi tra il 2027 e il 2029 e si inseriscono in un impegno di lungo periodo: dalla sua istituzione nel 2002, il contributo europeo rappresenta circa un terzo dei finanziamenti complessivi del Fondo.

Secondo la Commissione, si tratta di uno strumento che ha "salvato milioni di vite" e contribuito in modo significativo alla riduzione della mortalità per HIV, tubercolosi e malaria, oltre a sostenere il rafforzamento dei sistemi sanitari nei Paesi più fragili.

Antibiotico-resistenza: una minaccia globale in crescita

Un secondo asse di intervento riguarda la resistenza antimicrobica, indicata come una delle principali minacce sanitarie globali.

L’Ue prevede investimenti per 46,5 milioni di euro per rafforzare la sicurezza sanitaria, con particolare attenzione alla cooperazione tra Europa e Africa e al modello One Health, che integra salute umana, animale e ambientale.

Il fenomeno ha già un impatto rilevante: oltre 35mila decessi ogni anno in Europa e costi stimati in circa 11 miliardi di euro per i sistemi sanitari. A livello globale, in assenza di interventi, potrebbe arrivare a causare fino a 10 milioni di morti l’anno entro il 2050.

Ricerca e sviluppo: colmare il gap sugli antibiotici

La Commissione destinerà inoltre 50 milioni di euro alla ricerca, con 30 milioni per lo sviluppo di nuovi antibiotici e contromisure contro l’antibiotico-resistenza.

L’obiettivo è rafforzare una pipeline oggi considerata insufficiente, sostenendo sia le fasi iniziali della ricerca sia lo sviluppo clinico avanzato, in collaborazione con organismi internazionali.

Altri 20 milioni saranno destinati alle malattie tropicali trascurate, in particolare alla dengue, anche in relazione all’aumento dei rischi legati ai cambiamenti climatici.

Verso una strategia europea più strutturata sulla salute globale

Le iniziative si inseriscono nella futura Global Health Resilience Initiative, annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen e attesa entro l’estate.

L’obiettivo è definire priorità e strumenti operativi per un’azione più coordinata ed efficace in ambito globale, rafforzando il ruolo dell’Unione in un contesto in cui le minacce sanitarie sono sempre più interconnesse e transnazionali.

Un contesto internazionale in evoluzione

Le nuove iniziative europee si inseriscono in un quadro globale in cui gli equilibri della cooperazione sanitaria internazionale sono in progressiva ridefinizione. Negli ultimi anni, anche alla luce di posizioni di aperto distacco da parte degli Stati Uniti su alcuni organismi multilaterali, l’Unione europea sembra voler rafforzare il proprio ruolo nei programmi di salute globale, in particolare nei Paesi a medio e basso reddito.

In questo contesto, gli investimenti annunciati possono essere letti anche come un rafforzamento della presenza europea in ambiti strategici come la sicurezza sanitaria, la ricerca e il supporto ai sistemi sanitari, con un approccio che integra cooperazione, sviluppo e tutela della salute.

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