
L’immunoterapia in combinazione con carboplatino e paclitaxel diventa rimborsabile indipendentemente dal profilo molecolare. Dallo studio RUBY un vantaggio significativo in sopravvivenza.
Nuovo standard terapeutico per il carcinoma dell’endometrio avanzato o recidivante. L’Agenzia italiana del farmaco ha esteso l’indicazione di dostarlimab in associazione a carboplatino e paclitaxel alla totalità delle pazienti candidate a terapia sistemica, superando la precedente limitazione alle sole forme con deficit del mismatch repair (dMMR/MSI-H). L’approvazione riguarda quindi anche le donne con profilo pMMR/MSS, che rappresentano circa il 70-80% dei casi avanzati.
Il riconoscimento dell’innovatività sancisce il valore clinico dell’immunoterapia anti-PD-1 in un setting che, per oltre vent’anni, ha avuto come unica opzione la chemioterapia.
Il razionale biologico risiede nel sistema di “mismatch repair”, il meccanismo cellulare deputato alla correzione degli errori del DNA. Nei tumori dMMR l’elevato carico mutazionale rende le cellule neoplastiche più riconoscibili dal sistema immunitario. Tuttavia, lo studio RUBY ha dimostrato che il potenziamento della risposta immune può tradursi in beneficio clinico anche nelle pazienti senza tale alterazione molecolare.
Nella popolazione pMMR/MSS, la combinazione immunoterapia–chemioterapia ha ridotto il rischio di progressione o morte, con una diminuzione del rischio di decesso del 21% e un incremento della mediana di sopravvivenza globale di 7 mesi rispetto alla sola chemioterapia. Un risultato rilevante in una malattia che, nelle fasi avanzate, mantiene una prognosi impegnativa.
Il trial di fase 3 ha arruolato 494 donne, di cui 118 con dMMR/MSI-H e 376 pMMR/MSS. Nelle pazienti con deficit del mismatch repair, il beneficio è risultato ancora più marcato: riduzione del rischio di progressione o morte del 72% e calo del rischio di decesso del 68%. A tre anni, il 78% delle pazienti trattate con la combinazione era vivo, contro il 46% nel braccio con sola chemioterapia.
In Italia il tumore del corpo dell’utero rappresenta la quarta neoplasia femminile per incidenza, con circa 9.000 nuove diagnosi annue e oltre 130.000 donne conviventi con la patologia.
L’estensione dell’indicazione di dostarlimab consolida l’ingresso dell’immunoterapia nella pratica clinica di prima linea, ampliando l’accesso a un trattamento capace di prolungare il controllo di malattia e ridefinire le prospettive di cura in una popolazione finora priva di alternative mirate.
In vista della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, SIR e UNIAMO chiedono formazione diffusa, percorsi più fluidi per farmaci orfani e migliore integrazione tra territorio e centri di riferimento.
Con il Position Paper su medicina di precisione e appropriatezza prescrittiva, AIFA rilancia su prescrittomica, farmacogenomica e Real-World Evidence per gestire politerapie e cronicità.
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