
Dall’Osservatorio Salute 2026 di IQVIA emerge un cambiamento culturale: le donne italiane mettono il proprio benessere al primo posto, ma persistono fattori di rischio cardiovascolare, stress e difficoltà di accesso alla prevenzione.
La salute è oggi al centro delle priorità delle donne italiane. Secondo i dati dell’Osservatorio Salute 2026 elaborato da IQVIA, l’80% della popolazione femminile considera il benessere personale più importante persino della stabilità economica e della cura della famiglia, segnando un’evoluzione rispetto al tradizionale ruolo di caregiver.
Il concetto di salute, tuttavia, viene interpretato in maniera sempre più ampia e multidimensionale. Non riguarda soltanto l’assenza di malattia, ma un equilibrio complessivo tra dimensione fisica, psicologica e relazionale. Oltre la metà delle intervistate (54%) dichiara di sottoporsi con regolarità a controlli medici, mentre il 50% riferisce di seguire abitudini di vita salutari. Parallelamente cresce l’attenzione verso il benessere mentale: il 47% delle donne riconosce l’importanza della salute psicologica e il 37% attribuisce valore alla qualità delle relazioni affettive.
Nonostante questa crescente consapevolezza, il quadro clinico evidenzia diversi elementi di criticità spesso sottovalutati. Circa una donna su due presenta fattori di rischio cardiovascolare, una delle principali cause di mortalità femminile. Inoltre, il 13% vive una condizione di obesità e oltre il 30% è in sovrappeso, segnalando la diffusione di problematiche metaboliche rilevanti per la salute pubblica.
Accanto agli aspetti fisici emergono anche fragilità sul piano emotivo. Il 22% delle donne riferisce sintomi legati a ansia o depressione, mentre oltre una su cinque dichiara di vivere in una condizione di stress costante. Tra i disturbi più frequenti compaiono anche le patologie osteoarticolari (16%) e i problemi di sonno, con il 15% delle intervistate che segnala episodi di insonnia.
Secondo l’analisi dell’Osservatorio, uno dei nodi principali riguarda l’accesso alla prevenzione. Carenza di informazioni chiare, difficoltà nell’utilizzo dei servizi sanitari e un supporto medico percepito come insufficiente rappresentano ancora barriere significative per molte donne.
Per il futuro, le aspettative si concentrano su percorsi di screening più semplici da raggiungere, maggiore accompagnamento da parte dei professionisti sanitari e iniziative informative capaci di favorire una prevenzione più tempestiva ed efficace. In un contesto demografico e sanitario in trasformazione, rafforzare la tutela della salute femminile diventa quindi una leva strategica per migliorare il benessere dell’intera popolazione.
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