
Uno studio pubblicato su Nature Medicine suggerisce che l’assunzione giornaliera di un multivitaminico per due anni può ridurre alcuni marcatori dell’età biologica negli adulti più anziani.
Assumere quotidianamente un integratore multivitaminico potrebbe contribuire a rallentare alcuni indicatori dell’invecchiamento biologico. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Medicine, secondo cui due anni di supplementazione sono stati associati a un rallentamento di circa quattro mesi nei marcatori biologici dell’età rispetto ai soggetti che non assumevano integratori.
Lo studio ha evidenziato che l’effetto è risultato più evidente nelle persone che presentavano già segni di invecchiamento accelerato, cioè quando l’età biologica stimata era superiore a quella anagrafica.
Lo studio e i risultati
La ricerca è stata condotta nell’ambito dello studio clinico COSMOS Study e ha analizzato campioni di sangue di 958 partecipanti sani, con un’età media di circa 70 anni.
Il gruppo di ricerca guidato dall’epidemiologo Howard Sesso del Brigham and Women’s Hospital di Boston ha raccolto i campioni in tre momenti: all’inizio dello studio e dopo 12 e 24 mesi.
Per stimare l’età biologica dei partecipanti, i ricercatori hanno analizzato cinque diversi “orologi epigenetici”, biomarcatori basati sui livelli di metilazione del DNA. Questi indicatori misurano le modificazioni chimiche che avvengono sul DNA nel tempo e che possono fornire informazioni sull’invecchiamento dell’organismo.
Effetti osservati sui biomarcatori
I risultati hanno mostrato che l’assunzione quotidiana di multivitaminici ha rallentato in modo significativo i marcatori di invecchiamento in due dei cinque orologi epigenetici analizzati, entrambi associati anche al rischio di mortalità.
Secondo Steve Horvath, geroscienziato della società biotecnologica Altos Labs e sviluppatore di uno degli orologi epigenetici utilizzati nello studio, la coerenza dei risultati tra diversi indicatori biologici rappresenta un elemento importante per la solidità dell’analisi.
Implicazioni per la ricerca sull’invecchiamento
Gli autori sottolineano che i risultati non permettono ancora di stabilire effetti clinici diretti sulla salute o sulla longevità. Tuttavia, osservare un rallentamento costante nei marcatori biologici potrebbe indicare un possibile beneficio a lungo termine.
Come evidenzia Howard Sesso, l’obiettivo di questo tipo di ricerca non è soltanto capire come vivere più a lungo, ma anche individuare strategie che permettano di vivere meglio negli anni avanzati.
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