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Riforma della medicina generale, i medici chiamati a esprimersi: al via la consultazione nazionale dello SMI

Sindacato Redazione DottNet | 25/03/2026 13:22

Un questionario online per raccogliere opinioni e criticità sulla proposta di legge che punta a ridefinire l’organizzazione dei medici di famiglia, tra timori per carichi di lavoro e rischio carenza assistenziale

Coinvolgere direttamente i professionisti nella definizione del futuro della medicina territoriale. Con questo obiettivo il Sindacato Medici Italiani ha avviato una consultazione nazionale rivolta ai medici di medicina generale per raccogliere orientamenti e preoccupazioni sulla proposta di riforma del settore.

L’iniziativa nasce dopo la presentazione alla Camera dei Deputati della proposta di legge n. 2218, che apre il percorso parlamentare per una revisione complessiva del modello organizzativo della medicina di famiglia. Il questionario online, costruito con modalità rapide e accessibili, mira a rilevare percezioni diffuse e criticità legate ai principali nodi del progetto normativo.

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Secondo Pina Onotri, segretaria generale dello SMI, il coinvolgimento diretto dei professionisti rappresenta una condizione essenziale per evitare interventi legislativi percepiti come calati dall’alto. La riforma punta infatti a ridefinire l’equilibrio tra attività svolta negli studi dei medici e quella prevista nelle strutture territoriali, come le Case di comunità e le sedi delle aziende sanitarie locali.

Uno dei punti più discussi riguarda l’organizzazione dell’orario di lavoro. L’ipotesi di una distribuzione delle attività su circa venti ore settimanali negli ambulatori e ulteriori ore nei presidi territoriali non terrebbe conto, secondo il sindacato, delle numerose incombenze amministrative e cliniche che caratterizzano la pratica quotidiana dei medici di famiglia. Attualmente, viene sottolineato, molti professionisti raggiungono già carichi lavorativi superiori alle quaranta ore settimanali.

Il timore espresso è che un eventuale cambiamento contrattuale possa configurare forme di dipendenza funzionale senza garantire le tutele tipiche del lavoro subordinato. Parallelamente, cresce la preoccupazione per la progressiva carenza di medici sul territorio, fenomeno che in alcune aree del Paese sta già lasciando una parte della popolazione priva di un riferimento assistenziale stabile.

Attraverso la consultazione, lo SMI intende quindi raccogliere dati utili a orientare il confronto istituzionale e contribuire a una riforma condivisa. L’obiettivo dichiarato è tutelare la sostenibilità della professione e garantire continuità assistenziale ai cittadini, in un contesto sanitario in cui la medicina territoriale assume un ruolo sempre più strategico nella gestione dei bisogni di salute.

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