
Tutti legati a viaggi all’estero, con le Maldive come principale luogo di esposizione. Iss ed Ecdc: nessun decesso, ma numeri in crescita rispetto al 2025
Dall’inizio dell’anno al 31 marzo, in Italia sono stati confermati 113 casi di dengue legati a viaggi all’estero. Un dato nettamente superiore rispetto allo stesso periodo del 2025, quando nei primi cinque mesi erano stati registrati 60 casi. A fotografare l’andamento è il primo aggiornamento mensile della dashboard sulle arbovirosi dell’Istituto superiore di sanità (Iss).
Il quadro nazionale
Secondo i dati dell’Iss, la grande maggioranza delle infezioni segnalate in Italia ha un’origine ben precisa. "L’83 per cento dei casi presenta come luogo di esposizione le Maldive", viene spiegato nell’aggiornamento dell’Istituto. Un elemento che conferma il legame stretto tra l’aumento delle segnalazioni e i flussi di viaggio verso aree endemiche. Nonostante l’incremento dei contagi, tutti i casi registrati finora risultano senza esito fatale.
Il contesto internazionale
Il dato italiano si inserisce in una situazione globale in evoluzione. Nel suo report periodico, il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) segnala che "tra gennaio e marzo 2026 sono stati riportati casi di dengue in 78 Paesi e territori". Tra le aree più colpite figurano ancora una volta le Maldive, che nel solo mese di gennaio hanno registrato 646 casi, in aumento rispetto ai mesi precedenti.
In Italia anche Chikungunya e Zika
Accanto alla dengue, i sistemi di sorveglianza registrano anche altri casi di arbovirosi importate. Ai 113 casi di dengue si aggiungono infatti 10 infezioni confermate da Chikungunya, tutte legate a viaggi all’estero, con il 90% dei contagi associato alle Seychelles. Anche in questo caso non si segnalano decessi. Sono stati inoltre confermati 2 casi di infezione da virus Zika, entrambi importati e senza esiti fatali. Nessun caso di TBE è stato invece rilevato nel periodo considerato.
Come si trasmette la dengue e dove è più diffusa
Causata da quattro virus strettamente correlati (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4), la dengue viene trasmessa all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette. Non è previsto un contagio diretto da persona a persona. Nell’emisfero occidentale il principale vettore è la Aedes aegypti, ma sono documentati anche casi trasmessi daAedes albopictus, la zanzara tigre, unica specie del genere presente in Italia.
La malattia è particolarmente diffusa durante e dopo la stagione delle piogge nelle aree tropicali e subtropicali, tra cui Africa, Sud-est asiatico, Cina, India, Medio Oriente e America Latina.
Sintomi e forme gravi
Le infezioni da virus dengue sono nella maggior parte dei casi lievi. La sintomatologia può includere febbre, cefalea, dolore retroculare, forti dolori muscolari e articolari, nausea, vomito ed eruzioni cutanee. Nei bambini, i sintomi tipici sono spesso assenti o poco evidenti.
La diagnosi viene sospettata sulla base del quadro clinico e confermata con esami di laboratorio. Più raramente, l’infezione può evolvere in una forma grave e potenzialmente fatale, con la comparsa – spesso dopo la remissione della febbre – di segni come forti dolori addominali, vomito persistente ed emorragie, che richiedono un intervento medico tempestivo.
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