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SSN tra diseguaglianze e innovazione: l’IA può ridurre i divari nell’accesso alle cure

Sanità pubblica Annalucia Migliozzi | 09/04/2026 13:10

Presentato a Roma il volume promosso da Fondazione Roche: fino al 10% degli italiani rinuncia alle cure. Focus su equità, territorio e nuove tecnologie

Le diseguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari e il ruolo dell’innovazione, in particolare dell’intelligenza artificiale, rappresentano oggi una delle principali sfide per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Se ne è discusso a Roma in occasione della presentazione del volume “Diseguaglianze e progresso verso la salute del futuro nell’era dell’IA”, promosso da Fondazione Roche ed edito da Edra Media Srl.

L’incontro, che ha riunito istituzioni, accademici ed esperti del settore, ha offerto una lettura multidisciplinare delle criticità che incidono sull’equità del sistema sanitario italiano.

Tra i dati più rilevanti emerge come tra il 9% e il 10% della popolazione rinunci alle cure per difficoltà di accesso, mentre circa un quarto della spesa sanitaria complessiva resta a carico diretto delle famiglie. Un fenomeno che colpisce soprattutto le fasce più fragili: fino al 42% dei cittadini con reddito più basso ha posticipato o evitato prestazioni sanitarie.

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Nel corso del confronto è stata evidenziata la necessità di ripensare i modelli organizzativi del SSN, oggi messi alla prova da fattori strutturali come l’invecchiamento della popolazione, il calo demografico e l’evoluzione tecnologica. Rafforzare la sanità territoriale, migliorare la prossimità dei servizi e valorizzare il ruolo delle farmacie e della medicina generale sono alcune delle direttrici indicate per ridurre i divari.

Particolare attenzione è stata dedicata alle persone più vulnerabili, per le quali le diseguaglianze risultano ancora più marcate. In ambito pediatrico, ad esempio, persistono differenze significative nell’accesso alle terapie innovative, nonostante i progressi registrati in settori come l’oncologia. Analogamente, la gestione delle cronicità richiede modelli integrati capaci di garantire continuità assistenziale e sostenibilità.

Il dibattito ha inoltre affrontato il tema delle disparità territoriali, che continuano a incidere sull’erogazione delle prestazioni e sull’accesso all’innovazione. In questo contesto, la capacità di attrarre ricerca e investimenti, insieme a una migliore programmazione sanitaria, è considerata una leva fondamentale per riequilibrare il sistema.

Un ruolo sempre più centrale è attribuito all’intelligenza artificiale, vista come strumento in grado di supportare la diagnosi, la gestione dei percorsi di cura e il monitoraggio dei pazienti. Tuttavia, gli esperti hanno sottolineato come la tecnologia non sia neutra: senza una governance adeguata, potrebbe accentuare le diseguaglianze invece di ridurle. Diventano quindi essenziali qualità dei dati, trasparenza e integrazione con i sistemi esistenti.

Il confronto si è esteso anche ai principi costituzionali e ai profili etici, ribadendo il valore del diritto alla salute come pilastro del sistema democratico. Garantirne l’effettività richiede non solo risorse adeguate, ma anche un approccio sistemico capace di affrontare i determinanti sociali, economici e territoriali della salute.

In questo scenario, la ricerca scientifica e l’analisi dei dati emergono come strumenti indispensabili per orientare le politiche sanitarie e individuare interventi mirati. L’obiettivo condiviso è costruire un sistema più equo, sostenibile e centrato sulla persona.

Il volume presentato propone proprio questa visione: utilizzare l’innovazione, a partire dall’intelligenza artificiale, come leva per ridurre i divari e migliorare l’accesso alle cure, a condizione che sia accompagnata da politiche pubbliche orientate all’equità e alla tutela dei cittadini più fragili.

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