
Una rete regionale per integrare competenze e dati genomici e rendere più equo l’accesso alle terapie personalizzate
La sanità regionale prova a fare un salto di qualità nell’oncologia di precisione. Non si tratta solo di introdurre nuove tecnologie, ma di costruire un modello capace di tradurre dati complessi in scelte cliniche concrete. È in questo scenario che la Regione Lazio avvia un percorso strutturato per i Molecular Tumor Board (MTB), segnando un passaggio verso cure sempre più personalizzate e coordinate.
Un modello multidisciplinare per interpretare il tumore
I Molecular Tumor Board rappresentano un’evoluzione nell’approccio al cancro: gruppi di lavoro multidisciplinari che integrano genetica, biologia molecolare, clinica e anatomia patologica. L’obiettivo è analizzare i profili genomici dei tumori e definire il trattamento più appropriato caso per caso.
L’accesso sempre più diffuso ai test genetici e ai pannelli multigenici ha infatti ampliato in modo significativo le informazioni disponibili, rendendo però necessaria una loro interpretazione esperta e condivisa. Proprio per questo, gli MTB nascono per colmare il divario tra innovazione diagnostica e decisione terapeutica.
Il tavolo regionale: istituzioni, clinici e pazienti insieme
Il percorso nel Lazio prende avvio con un tavolo di lavoro promosso da Cittadinanzattiva Lazio insieme alla Regione, che coinvolge clinici, operatori sanitari e associazioni di pazienti.
Per la prima volta, tutti gli attori chiamati a costruire il modello organizzativo lavorano in modo congiunto, con l’obiettivo di definire regole condivise su accesso, funzionamento e monitoraggio della rete MTB regionale.
Sul tavolo ci sono temi chiave:
Una rete già presente ma ancora frammentata
In Italia, i Molecular Tumor Board sono attivi solo in alcune realtà e con modelli non uniformi. Anche nel Lazio esistono esperienze già operative — tra cui quelle presso IRCCS IFO-IRE, Policlinico Gemelli, Bambino Gesù e Policlinico Umberto I — ma manca un coordinamento strutturato.
L’obiettivo della Regione è quindi mettere a sistema queste competenze, superando le disomogeneità e garantendo un accesso più equo alle opportunità offerte dalla medicina di precisione.
Più opportunità per tumori rari e stadi avanzati
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i pazienti con tumori rari o in fase avanzata, per i quali gli MTB possono aprire nuove prospettive. La valutazione collegiale consente infatti di individuare terapie mirate o l’accesso a studi clinici, ampliando le opzioni di cura. Allo stesso tempo, il modello mira a ridurre le disuguaglianze legate alla struttura in cui il paziente è preso in carico, favorendo una maggiore uniformità dei percorsi.
Un investimento strategico per una sanità su misura
"L’istituzione del Molecular Tumor Board rappresenta un passo strategico che colloca la nostra Regione tra le realtà più avanzate nell’innovazione biomedica – ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca –. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, centri di ricerca, università e strutture sanitarie possiamo offrire ai pazienti oncologici percorsi terapeutici sempre più mirati, efficaci e sostenibili".
Per Cittadinanzattiva, il punto centrale è garantire che il nuovo modello non resti solo sulla carta. "L'efficacia dell'MTB risiede nella capacità di garantire equità di accesso e tempi certi per ogni paziente – ha sottolineato Elio Rosati, segretario regionale dell’associazione –. La personalizzazione della terapia deve tradursi in una presa in carico integrata che unisca ospedale, territorio e domicilio", ha spiegato, evidenziando l’importanza di trasparenza e partecipazione civica.
Innovazione e sostenibilità: la visione dell’industria
Anche il mondo industriale guarda con interesse al progetto. "Il Molecular Tumor Board è una svolta per la personalizzazione delle terapie, offrendo ai pazienti migliori prospettive di cura e, nel medio periodo, un risparmio per il sistema sanitario", ha commentato Ramon Palou de Comasema Sureda, amministratore delegato di Merck Italia.
Un modello che, secondo le aziende del settore, può contribuire ad accelerare l’accesso alle innovazioni terapeutiche e a migliorare l’efficienza complessiva del sistema.
Verso una governance condivisa della medicina di precisione
La sfida ora è trasformare l’avvio del tavolo tecnico in un sistema realmente operativo. Nei prossimi mesi il lavoro si concentrerà sulla definizione della governance, sull’implementazione di strumenti di monitoraggio e su attività di formazione e informazione rivolte a professionisti e cittadini.
Se ben implementato, il modello laziale potrebbe diventare un riferimento nazionale, dimostrando come la medicina di precisione possa essere non solo innovativa, ma anche accessibile e sostenibile.
Farmaci innovativi e tecnologia migliorano il controllo della malattia, mentre resta aperta la sfida della prevenzione delle complicanze
Dai grassi “buoni” alle fibre, una guida pratica per un’alimentazione che protegge nel tempo
L’associazione rilancia l’impegno su diritti, diagnosi e accesso alle cure
Dalla Sapienza nuove prospettive terapeutiche contro il medulloblastoma
Una ricerca italiana apre la strada al controllo ottico delle aritmie
Uno studio dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli apre scenari inediti sulle cause della trisomia 21, chiamando in causa anticorpi materni indipendenti dall’età
Commenti