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Riforma delle professioni sanitarie, FI propone di superare il vincolo di esclusività

L'emendamento di Forza Italia punta a consentire ai medici del Servizio sanitario nazionale di svolgere attività anche nelle strutture private e nelle Case di comunità fuori dall'orario di servizio.
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Forza Italia ha annunciato la presentazione di un emendamento alla legge delega di riforma delle professioni sanitarie per superare il vincolo di esclusività dei medici del Servizio sanitario nazionale. La proposta, che sarà esaminata nell'ambito dell'iter parlamentare del provvedimento, consentirebbe ai professionisti di svolgere attività anche nelle strutture private e nelle Case di comunità al di fuori dell'orario di servizio.

La proposta di modifica

L'emendamento, a prima firma del deputato Roberto Bagnasco, interviene sull'attuale regime che vincola i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale a prestare la propria attività esclusivamente per il sistema pubblico, salvo le deroghe previste dalla normativa vigente.

"L'obiettivo è favorire una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, rafforzare la sanità territoriale, contribuire alla riduzione delle liste d'attesa e alleggerire la pressione sui pronto soccorso", ha dichiarato il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Paolo Barelli, illustrando le finalità della proposta.

Focus sulle Case di comunità

Secondo Letizia Moratti, eurodeputata del Partito popolare europeo e presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, la modifica consentirebbe di "facilitare l'impiego di medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri nelle Case di comunità", superando "una normativa datata e rigida che non consente una reale integrazione tra ospedale e territorio".

Moratti ha inoltre evidenziato la necessità di "aiutare i giovani ad accedere alle professioni sanitarie, con regole di ingaggio diverse e un incremento delle risorse, affinché queste professioni tornino attrattive".

La legge delega per la riforma delle professioni sanitarie è attualmente all'esame della Commissione Affari sociali della Camera, in attesa dei pareri dei Ministeri della Salute e dell'Economia. Secondo quanto riferito da Barelli, il provvedimento dovrebbe approdare all'esame dell'Aula nei primi giorni di agosto.

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